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Mercoledì 14 giugno 2017

Dall’Italia e dal mondo






Londra, nella notte grattacielo in fiamme. Francia e Regno Unito: piano antiterrorismo.

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Regno Unito: Grattacielo in fiamme nel cuore di Londra. Vigili del fuoco in azione. Si temono molte vittime
Ancora una volta Londra al centro dell’attenzione del mondo. Nella notte si è infatti sviluppato un incendio nella zona ovest della capitale: le fiamme hanno avvolto in poche ore un grattacielo di 24 piani, la Grenfell Tower, a North Kensington. Non è ancora chiara la dinamica dei fatti, anche se per ora si ipotizza un incidente legato a una recente ristrutturazione dell’edificio. Non è nemmeno chiaro il bilancio dell’«inferno di cristallo»: nelle prime ore della giornata si contavano una trentina di persone ricoverate in ospedale, ma i vigili del fuoco parlano di «molte vittime». In azione per tutta la notte 200 vigili del fuoco con decine di mezzi per sedare l’incendio e portare al sicuro i residenti. Le fiamme sarebbero divampate al secondo piano per poi svilupparsi verso i piani superiori. L’edificio comprende 120 appartamenti con 500 residenti e 25 negozi.


Politica: faccia a faccia tra Macron e May. Confronto su lotta al terrorismo, Brexit e futuro dell’Ue
Lotta al terrorismo e futuro dell’Europa: sono i temi principali trattati durante l’incontro di ieri a Parigi tra il presidente francese Emmanuel Macron e la premier britannica Theresa May. La notizia più rilevante emersa al termine del faccia a faccia riguarda il fatto che Francia e Gran Bretagna prevedono un piano d’azione congiunto contro la propaganda e i discorsi di incitamento all’odio e al terrorismo su internet. Una iniziativa, ha affermato Macron, «aperta a tutti i partner dell’Ue». «La lotta al terrorismo è una sfida cruciale», ha insistito il presidente, rendendo omaggio alle vittime degli attentati di Londra e Manchester. A proposito del Brexit, Theresa May, reduce da elezioni con risultati pessimi e dall’aver varato un governo con una ristrettissima maggioranza, ha dichiarato: «La trattativa sul Brexit continua. Da parte mia il metodo è chiaro: voglio che il negoziato sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue e sulle nostre relazioni future cominci il più presto possibile e venga condotto in modo coordinato con la Commissione europea».

Pisa: rapina a gioielleria finisce nel dramma. Il titolare risponde alle minacce e spara: bandito ucciso, un altro in fuga
Un rapinatore ucciso, l’altro in fuga. È il tragico bilancio della rapina in una gioielleria di Pisa, avvenuta verso l’ora di chiusura. A sparare al bandito è stato il titolare del negozio, Daniele Ferretti,69 anni, che in passato era già stato vittima di episodi di criminalità. Secondo le prime ricostruzioni, Ferretti avrebbe estratto la sua arma dopo che i banditi, a loro volta armati, avrebbero minacciato la moglie che si trovava in negozio. Si ipotizza che il titolare abbia impugnato l’arma intimando ai banditi di restare calmi e di andarsene, ma uno di loro avrebbe sparato verso la moglie senza colpirla; a questo punto la reazione del gioielliere. Ferretti, rapinato più volte, nel 1999 rimase in prognosi riservata dopo che un malvivente che aveva fatto irruzione nel negozio lo aveva accoltellato. Le indagini sono in corso. Nel frattempo è stata rintracciata l’auto utilizzata dai banditi, che risulta rubata. Il veicolo viene sottoposto ad analisi scientifiche per cercare di recuperare reperti utili all’identificazione del ladro rimasto ucciso e dei complici.

Giustizia: Bindi (Antimafia), Riina potrà tornare in carcere. «Resta il capo di Cosa nostra e non dà segni di ravvedimento»
Viste le condizioni fisiche e psicologiche di Riina «si potrebbe ipotizzare in futuro un rientro in carcere, dove comunque le condizioni sarebbero adeguate, identiche se non superiori a quelle di cui potrebbe godere in un regime di domiciliari. Questo gli consente lo svolgimento di una vita dignitosa, e di una morte, quando essa avverrà, altrettanto dignitosa. A meno che non si voglia affermare un diritto a morire fuori dal carcere, che non è supportato da nessuna norma». Lo ha affermato la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, dopo il sopralluogo svolto ieri presso l’Ospedale maggiore di Parma dove Totò Riina è ricoverato in regime di 41 bis. La Cassazione nei giorni scorsi, accogliendo il ricorso del difensore del boss mafioso, pluriomicida, aveva ipotizzato un ritorno a casa di Riina. Bindi è stata esplicita: «Riina è stato e rimane il capo di Cosa nostra perché tale rimane per le regole mafiose. Ha continuato a partecipare alle numerose udienze che lo riguardano dimostrando di conservare lucidità fisica e in qualche modo anche fisica. Conserva immutata la sua pericolosità concreta e attuale, è perfettamente in grado di intendere e volere, non ha mai esternato segni di ravvedimento».
(Agenzia Sir)

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