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Venerdì 14 luglio 2017

Dall’Italia e dal mondo






Gerusalemme, attentato nella spianata delle moschee. Due morti per gli incendi in Calabria. Nei porti italiani in arrivo oltre 7mila migranti.

Gerusalemme: attentato all’alba nella Città Vecchia. Uccisi i tre assalitori, feriti gravemente 2 poliziotti israeliani
Un attentato è avvenuto stamattina nella spianata delle moschee, vicino alla Porta dei Leoni nella Città Vecchia di Gerusalemme. A renderlo noto è stata la polizia israeliana. La Radio militare ha riferito che si tratta di «un episodio senza precedenti. Mai avvenuto che armi siano state trafugate all’interno della spianata delle moschee». Secondo quanto ricostruito dalla portavoce della polizia, Luba Samri, tre terroristi sono arrivati sul Monte del Tempio e si sono diretti armati verso uno degli ingressi. Hanno notato la presenza di agenti e hanno sparato nella loro direzione per poi cercare di ripararsi in una moschea. Ne è scaturito un inseguimento e un conflitto a fuoco nel quale i tre terroristi sono uccisi dai poliziotti. Secondo quando riferito dalla Radio militare gli attentatori sarebbero tre palestinesi. Due poliziotti israeliani, che in un primo tempo erano stati dati «in condizioni gravi» dai servizi di emergenza e trasferiti all’Hadassah University Medical Center, sarebbero morti. Un terzo è rimasto ferito meno seriamente. La spianata delle moschee è stata chiusa ed è stata sospesa la preghiera del venerdì.


Incendi: fiamme continuano ad attanagliare il Sud Italia. Due morti in Calabria
Continua a bruciare il Sud Italia e l’emergenza si fa sempre più estesa. E dopo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, ieri le fiamme sono divampate anche in Basilicata dove i soccorritori sono dovuti intervenire a Bernalda, nel materano, per un incendio che ha interessato una pineta determinando l’evacuazione di tre campeggi a scopo precauzionale. migliaia gli interventi di vigili del fuoco e protezione civile sul tutto il territorio nazionale, con all’opera 14 Canadair e 21 elicotteri della Flotta aerea dello Stato. Nella giornata di ieri si sono registrate le prime vittime in Calabria: un 69enne di San Pietro in Guarano, nel cosentino, è morto carbonizzato mentre cercava di domare un incendio vicino al proprio terreno; un pensionato 68enne, è stato invece trovato morto in una scarpata, a Favelloni, frazione del comune di Cessaniti in provincia di Vibo Valentia: fatale è stato il tentativo di spegnere le fiamme divampate nel suo uliveto.

Migranti: tra oggi e domani previsti oltre 7mila arrivi nei porti italiani
Sono 10 le navi dirette verso i porti italiani con migliaia di migranti a bordo. Si tratta di oltre 7mila persone, tratte in salvo nei giorni scorsi al largo della Libia. Arriveranno sulle coste italiane tra oggi e domani, sbarcando in Calabria (Corigliano Calabro e Vibo Valentia), Puglia (Bari e Brindisi), Sicilia (Porto Empedocle e Catania) e Campania (Salerno). Nella giornata di ieri, oltre 4mila migranti sono stati tratti in salvo ieri nei pressi della Libia, grazie a operazioni che si sono concluse in tarda serata. I recuperi sono stati effettuati da navi di Guardia Costiera, Frontex e Eunavformed, oltre a quelle delle ong.

Clima: Trump, ospite di Macron, annuncia che «potrebbe accadere qualcosa riguardo gli accordi di Parigi
A Parigi, per una visita in occasione della festa nazionale francese, il presidente americano Donald Trump ha annunciato che qualcosa potrebbe accadere per quanto riguarda gli accordi di Parigi: se dovesse accadere sarebbe stupendo, altrimenti sarà lo stesso». L’apertura è arrivata nel corso di una conferenza stampa all’Eliseo con il presidente francese Emmanuel Macron, che settimane fa lo aveva invitato per le celebrazioni del 14 luglio. Sul clima, «rispetto la decisione del presidente Trump», ha affermato Macron, sottolineando però che «i nostri disaccordi sull’accordo di Parigi sul clima sono legati anche a impegni di campagna elettorale presi da Trump». Il presidente francese ha ribadito che la sua volontà è di «perseguire» gli accordi di Parigi.

Cina: addio al dissidente Liu Xiaobo, Nobel per la pace nel 2010
È morto a 61 anni, il dissidente cinese Liu Xiaobo. Era detenuto da otto anni ed era malato di cancro. Nonostante la malattia è rimasto in stato di detenzione, seppur ricoverato in ospedale. Xiaobo è stato il rimo cinese a essere insignito del premio Nobel per la Pace, nel 2010, «per la sua lunga e non violenta battaglia per i diritti fondamentali dell’uomo in Cina». Nel era stato protagonista nel 1989 del movimento di piazza Tiananmen. Vent’anni dopo, nel 2009, lo scrittore e professore di letteratura era stato condannato a undici anni di carcere per «incitamento alla sovversione dello Stato».
(Agenzia Sir)





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