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Sabato 7 ottobre 2017

Il presidente della Provincia contro il passaggio di Sappada in Friuli






Padrin ha scritto una lettera alle massime cariche dello Stato, ricevendo forti critiche dai Sappadini e anche dal Bard (nella foto la bandiera del Friuli sul campanile di Sappada).

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Il presidente della Provincia, Roberto Padrin, ha inviato una lettera alle massime cariche dello Stato per esprimere la propria contrarietà al passaggio di Sappada in Friuli Venezia Giulia e chiedere di riflettere con attenzione sulla questione. Il distacco di Sappada potrebbe rappresentare un pericoloso precedente che potrebbe ripetersi a cascata, spiega Padrin, che ha scritto di comprendere le motivazioni che hanno spinto i cittadini di Sappada a dire di «sì» al referendum del 2008, ma in questi nove anni molte cose sono cambiate e, sottolinea, "ho ricevuto alcuni solleciti da diverse persone che vogliono un ripensamento. Se oggi si andasse a referendum si otterrebbe una risposta diversa da parte dei cittadini".

Padrin aveva già manifestato la sua contrarietà al passaggio di Sappada al Friuli Venezia Giulia lo scorso anno in Consiglio provinciale e oggi lo rimarca nella sua nuova posizione di presidente della Provincia. A suo giudizio "la decisione di Sappada va a indebolire l’obiettivo di raggiungere in tempi brevi un forte autogoverno della Provincia di Belluno nell’ambito di un Veneto che a sua volta punta a un’autonomia rafforzata per superare i divari con le vicine Regioni a statuto speciale".

A Padrin, che ha assicurato l’impegno a trovare delle forme di compensazione in aiuto di Sappada, risponde il comitato referendario sappadino ribadendo la convinzione che la grande maggioranza dei loro concittadini voglia ancora il passaggio in Friuli e sottolineando la mancanza di finanziamenti importanti in questi anni a favore di Sappada, indispensabili per far decollare il turismo (finanziamenti che invece hanno premiato altri Comuni come Padola o Falcade).

Molto critico con Padrin anche il Bard secondo il quale, come spiega la sua presidente Alessandra Buzzo, la lettera del Presidente della Provincia "è sbagliata, inutile, incoerente e inopportuna". Un "inopportuno aiuto al Governo inerte e responsabile di politiche centraliste", scrive Buzzo, sottolineando che l’idea che i cittadini di Sappada abbiano cambiato idea è senza verifica e ricordando che i referendum comunali aspettano da 12 anni gli adempimenti dello Stato e che hanno rivestito un grande ruolo nel mostrare la sofferenza delle comunità dolomitiche e anche nel consentire l’istituzione dei fondi per i Comuni di confine: 80 milioni di euro l’anno che permettono qualche investimento ai Comuni, mentre lo Stato continua a tagliare i trasferimenti ai Comuni e alla Provincia.

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