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Giovedì 9 novembre 2017

Sappada, De Menech: «Trasformare frustrazione e rancore in un’occasione vincente per la montagna»






«Proponiamo un fondo stabile e permanente a beneficio della Provincia di Belluno che di fatto potrebbe essere un laboratorio politico e istituzionale per costruire una macroregione tra Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia».

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«Così come è la vicenda Sappada lascerà sconfitti tutti i protagonisti». Con queste parole inizia la riflessione che Roger De Menech, deputato bellunese del Pd e dunque membro della maggioranza di governo, ha affidato oggi alla stampa e che L’Amico del Popolo web pubblica qui integralmente. «Una comunità divisa tra passato e presente, rimarrà incapace di fare leva sui propri valori per abbracciare il futuro, rifugiandosi nella rabbia e nel rancore, poco importano a quel punto i confini geografici; una provincia pronta a disgregarsi, dove già si vanno preannunciando altre iniziative per il passaggio di regione; molti altri comuni del Veneto, dall’Altopiano di Asiago alle spiagge di Bibione, dalla Lessinia al Garda saranno legittimamente tentati di prendere le scorciatoie che la miopia politica gli offre; sarà perdente, forse più di tutti, il Friuli Venezia Giulia che ha bisogno oggi più che mai di elaborare un progetto autonomista moderno, aperto e inclusivo».

La riflessione giunge all’indomani della decisione della Camera dei Deputati di rinviare la discussione su Sappada alla settimana prossima, dopo la lettera spedita mercoledì 8 novembre alla presidente Laura Boldrini dal presidente del Consiglio regionale del Veneto, il leghista Roberto Ciambetti, che ha evidenziato l’assenza di un parere formale espresso dalla Regione, ai sensi dell’articolo 132 della Costituzione.

«Che lo vogliamo o no, tuttavia, è questo lo spazio in cui ci muoviamo», continua De Menech. «A poco serve ricordare il lavoro passato e i tentativi, purtroppo andati a vuoto, di convincere la classe politica friulana a ragionare su soluzioni di lungo periodo e improntate alla logica win-win, dove cioè tutti i soggetti coinvolti partecipano e ricevono vantaggi e benefici dalle decisioni prese collegialmente. Con Trentino e Alto Adige abbiamo avviato proprio questo tipo di ragionamenti. Abbiamo riattivato il fondo di perequazione e l’abbiamo assicurato fino al 2018. Non per dare la mancia ai 48 comuni che hanno la ventura di stare sul confine con le province autonome, ma sempre più nell’ottica di ridurre i gap strutturali tra i territori: per fare solo un esempio chiaro, il progetto "Investi scuola", finanziato dal Fondo, offre agevolazioni consistenti agli studenti su trasporti e alloggi e vale per tutti i residenti della provincia di Belluno, compresi quelli di Sappada. Le province di Belluno e di Sondrio sono già nel comitato di gestione del Fondo, hanno un ruolo attivo, hanno diritto di voto e piena rappresentanza. Sempre più sono le cabine di regia della progettazione territoriale. Ora servono certezze».

L’intervento di De Menech è importante, perché il parlamentare bellunese in questa legislatura ha fatto da tramite nelle relazioni del territorio bellunese con il governo centrale e perché proprio dal suo partito, il Pd, sono venuti i maggiori sforzi per favorire il distacco di Sappada verso il Friuli, in particolare dalla vicesegretaria nazionale del Pd Debora Serracchiani, che del Friuli Venezia Giulia è presidente, e dal capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, triestino che ha sempre manifestato la volontà di "annettere" Sappada alla sua regione.

«Possiamo trasformare un potenziale disastro in una grande occasione per la montagna», prosegue De Menech. «Con il ministero degli Affari regionali, con le Regioni Veneto e Lombardia e con le Province Autonome di Trento e Bolzano il tavolo è già aperto per rendere strutturali le misure di perequazione. Sottolineo che non c’è alcuna preclusione soprattutto dalle due Province Autonome che lo finanziano, perché per primi i dirigenti, i sindaci e gli amministratori trentini e altoatesini si rendono conto dei benefici immediati, di lungo periodo e persino strategici che la gestione condivisa del fondo e dei suoi progetti porta per la loro stessa autonomia. Perché l’occasione si concretizzi, tuttavia, dobbiamo riuscire a coinvolgere quel pezzo fondamentale del Nordest costituito dal Friuli Venezia Giulia. L’invito è a contribuire alla costruzione di un paese migliore, di un Nordest solido, aperto al mondo e inclusivo, rafforzato nei suoi territori e nelle sue strutture per poter affrontare con sicurezza le grandi sfide della globalizzazione, tutto insieme da Sappada a San Michele al Tagliamento, da Pontebba a Bergantino, non a spot qui e là. Fermiamo invidie, rancori e diffidenze, lavoriamo insieme. Ne usciremo tutti vincitori e i vantaggi saranno tutti per cittadini, imprese e amministrazioni».

Al termine la proposta di De Menech, che non è molto distante dalla richiesta espressa più volte dal Movimento 5 Stelle: «Proponiamo un fondo stabile e permanente a beneficio della Provincia di Belluno che di fatto potrebbe essere un laboratorio politico e istituzionale per costruire una macroregione tra Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia».

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