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Giovedì 9 novembre 2017

A confronto sull’iper-sfruttamento idroelettrico nelle Alpi






L’evento avrà luogo sabato 11 novembre alle 20.30 a Belluno, nella Sala Muccin del Centro Giovanni XXIII in piazza Piloni.

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L’acqua come fonte di energia. È questo il tema principale su cui verterà l’incontro "L’iper-sfruttamento idroelettrico nell’arco alpino. Esperienze a confronto", in una serata dove verranno messi in luce i problemi legati allo sfruttamento dei corsi d’acqua per la produzione di energia elettrica, sostenuto in Italia dagli incentivi governativi alle rinnovabili, con la richiesta di migliaia di nuovi impianti di derivazione che contano di intubare altri 3.000 km di fiumi per un contributo energetico che per i promotori dell’incontro definiscono irrilevante, mentre chiamano miliardario il costo a carico dei contribuenti.

Un problema che non riguarda solo la provincia di Belluno, bensì tutto l’arco alpino e pure gli Appennini. Proprio per questo al convegno interverranno: Rosetta Bertolin di Legambiente (Valle D’Aosta), Filippo Ballarin dell’Associazione Salvaguardia Val Mastellone (Piemonte), Dario Tosoni di Legambiente (Friuli Venezia Giulia), Mauro Finotti del Comitato permanente per la Salvaguardia delle Acque Trentine, Giovanni Curti di Valtellina e Valgrosina ed Elisa Cozzarini, giornalista e autrice del libro "Acqua Guerriera".

Organizzato nell’ambito della campagna "Adesso Basta Incentivi", l’evento è promosso dal Comitato Bellunese Acqua Bene Comune, da Peraltrestrade, da Italia Nostra sezione Belluno, e dal Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi – Free Rivers Italia, che raggruppa associazioni e comitati delle regioni alpine.

Nel corso della serata verranno messi a fuoco i motivi per i quali, dopo anni di approfondimenti e confronti, si è siamo giunti alla conclusione che l’unico modo di fermare lo scempio in atto è che il Governo chiuda il "rubinetto" degli incentivi, facendo così cadere l’interesse a realizzare gran parte delle 2.000 "centraline" in istruttoria (un centinaio nel Bellunese).
A conclusione dell’incontro verrà redatto un documento da far pervenire al Governo che sta discutendo proprio in queste settimane il nuovo Decreto Incentivi, dal quale potrebbe dipendere la sorte degli ultimi corsi d’acqua naturali.

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