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Lunedì 4 dicembre 2017

L’Italia e il mondo, in un minuto (Sir)






Amatrice, nuova scossa di terremoto. Germania, tempi lunghi per il governo.

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Terremoto, nuova scossa ad Amatrice, avvertita in quattro regioni e fino a Roma. Nessun danno
Nuova scossa di terremoto ad Amatrice (provincia di Rieti), avvertita in Abruzzo, Umbria, Marche e a Roma. La scossa di magnitudo 4.2 è stata registrata alle 0.34. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8 km di profondità; l’epicentro è stato a 3 km da Amatrice,9 da Campotosto (L’Aquila),16 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Le autorità affermano che per ora non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose. Alla prima scossa sono seguite 15 repliche di lieve intensità, fino quasi alle 3 di questa mattina. Paura e sconcerto tra le popolazioni delle aree che hanno avvertito i nuovi segnali di terremoto. Il 24 agosto 2016 la zona era stata colpita da un violento terremoto di magnitudo 6, che ha lasciato circa 300 morti ed enormi danni materiali.

Politica, a sinistra nasce «Liberi e uguali», leader Pietro Grasso. Meloni presidente di Fratelli d’Italia
«C’è in gioco il futuro dell’Italia e questa è la nostra sfida: battersi perché tutti, nessuno escluso siano liberi e uguali». Lo ha affermato ieri a Roma il presidente del Senato Pietro Grasso, chiudendo l’assemblea del nuovo soggetto politico di sinistra, appunto «Liberi e uguali». Grasso ha affermato: «Serve un’alternativa e allora tocca noi offrire una nuova casa a chi non si sente rappresentato, difendere principi e valori che rischiano di perdersi, su lavoro, scuola, diritti e doveri». Il segretario Pd ha subito replicato: «Votare per la cosa rossa, per la sinistra radicale, significa fare un favore a Salvini e Berlusconi». Dal canto suo Matteo Salvini, leader della Lega, parlando in televisione ha dichiarato: «Faccio paura a tanti, anche alle banche e alla finanza». Salvini ha poi assegnato all’Italia un ruolo chiave in Europa, per poi affermare: «un mio governo non si presenterà mai col cappello in mano a Bruxelles». Convention dei Fratelli d’Italia a Roma dove, sempre ieri, Giorgia Meloni è rieletta presidente.

Pubblica amministrazione, nella bozza di contratto licenziamento per molestie sessuali
La bozza del contratto per gli statali prevede il licenziamento per chi «commette molestie a carattere sessuale». Vengono rafforzate le sanzioni: in prima battuta si incappa in una sospensione (fino a un massimo di 6 mesi) ma - specifica l’Ansa che ha preso visione della bozza - se il comportamento si ripete, nell’arco del biennio, scatta il licenziamento. La pena massima è prevista se c’è «recidiva» di «atti o comportamenti o molestie a carattere sessuale» o «quando l’atto, il comportamento o la molestia rivestano carattere di particolare gravità». «Si applica» il licenziamento anche per il dipendente statale che accetta o chiede, per sé o per altri, regali o altre utilità non di modico valore, al di sopra dei 150 euro, come contropartita per essersi adoperati, nell’ambito del proprio ufficio, a vantaggio diretto di chi fa il dono.

Germania, tempi lunghi per il governo. Torna l’ipotesi della «grande coalizione» Cdu/Spd
Si moltiplicano le pressioni politiche affinché il leader della socialdemocrazia tedesca (Spd), Martin Schulz, riconsideri l’ipotesi della «grande coalizione», che finora aveva scartata. Dopo il fallimento degli accordi tra la Cdu, partito di Angela Merkel, con Liberali e Verdi, l’unica ipotesi praticabile per dare un governo al Paese è la convergenza tra Cdu e Spd. Lo stesso Schulz ha rivelato ieri di aver ricevuto messaggi dalla Merkel, dal presidente federale Frank-Walter Steinmaier, ma anche da Macron (Francia) e Tsipras (Grecia). Schulz, il cui partito aveva registrato una sconfitta alle elezioni del settembre scorso, potrebbe ora avere un potere contrattuale al tavolo con la Merkel. Ma i tempi per un nuovo governo sono destinati ad allungarsi fino all’inizio del 2018. Schulz questa settimana elaborerà una proposta politica da presentare al congresso Spd che comincerà giovedì 7 dicembre.

Honduras, elezioni, candidato dell’opposizione Nasralla chiede di ricontare i voti. Manifestazioni a Tegucigalpa
I sostenitori del candidato honduregno Salvador Nasralla, ex-presentatore televisivo e candidato della sinistra, sfidano lo stato d’emergenza e il coprifuoco e scendono per le strade della capitale Tegucigalpa per ribadire la loro richiesta: ricontare le schede elettorali delle elezioni presidenziali del 26 novembre. Il capo di Stato Uscente Juan Orlando Hernandez, protagonista di una svolta autoritaria, è accusato di brogli. Meno di 50mila voti separano Nasralla da Hernandez. Lo scrutinio era stato messo in discussione dal Tribunale supremo elettorale. Allo stato attuale Hernandez s’avvierebbe alla rielezione con il 42,9% dei voti contro il 41,4% di Nasralla.

Venezuela, economia al tracollo. presidente Maduro annuncia il varo di una «criptomoneta»
Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha annunciato ieri, durante il programma televisivo che conduce personalmente ogni domenica, la creazione di una nuova moneta, virtuale, per combattere quello che definisce il blocco finanziario imposto a Caracas dagli Stati Uniti. La nuova moneta si chiamerà Petro. «Questo ci permetterà di intraprendere nuove forme di transazioni finanziarie internazionali, per lo sviluppo economico e sociale del nostro paese», ha dichiarato Maduro. «E lo faremo con l’emissione di una criptomoneta, basata sulla riserva di ricchezza venezuelana di oro, petrolio, gas e diamanti». La situazione economica in Venezuela, segnala un servizio di Euronews, è al tracollo, il Paese è vicino al default. La moneta locale, il bolivar, vittima di una inflazione vertiginosa, non è più utilizzabile per scambi internazionali. Il salario minimo mensile in Venezuela è di circa 97mila bolivar, l’equivalente di circa 28 euro.


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