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Mercoledì 6 dicembre 2017

Milioni in provincia di Belluno. E continuerà così






Un video (clicca e guardalo) per spiegare la gestione passata e futura del Fondo Comuni Confinanti alimentato dai versamenti di Trento e di Bolzano.

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Un video per capire meglio: lo si può guardare cliccando l’immagine qui sopra. Il deputato bellunese Roger De Menech, presidente del Comitato paritetico del Fondo Comuni Confinanti, ha presentato martedì 5 dicembre a Belluno, nella Sala degli Affreschi in Provincia, il resoconto anche finanziario relativo ai progetti realizzati e da realizzare con il finanziamento di quello che era noto all’inizio come Fondo Brancher e poi come Fondo Odi. Ogni anno le Province di Trento e di Bolzano sono tenute ad alimentare il Fondo con 40 milioni di euro ciascuna, una dotazione di 80 milioni annui che serve a realizzare progetti a vantaggio della fascia dei Comuni di confine con le due Province autonome per smussare il problematico ’’scalino’’ che si è creato tra le aree dotate di autonomia speciale e le zone governate con regime ordinario. Di fatto, una condizione di privilegio molto discutibile, quella delle Province di Trento e di Bolzano, che il Fondo ha il compito di attenuare.

Sono interessati i Comuni confinanti "di prima fascia" e "di seconda fascia" del Veneto e della Lombardia, ma la parte del leone la fa Belluno che ha il maggior numero di enti locali affacciati su Trento e Bolzano: per questo la maggior parte dei soldi messi a disposizione sono destinati al territorio bellunese.

I finanziamenti vengono gestiti sulla base di una convenzione che giovedì 30 novembre è stata aggiornata e sottoscritta dagli enti coinvolti nella gestione del Fondo, a Roma. L’aspetto più rilevante della nuova convenzione è il maggiore rilievo dato alle "aree vaste" interessate al rapporto con le Province autonome: per Belluno significa che i progetti capaci di interessare l’intera provincia o singoli bacini territoriali bellunesi troveranno piena cittadinanza nelle scelte strategiche del Fondo Comuni Confinanti.

Prima della presentazione ai giornalisti, le novità sono state illustrate ai sindaci bellunesi: spiccava in Sala Affreschi la presenza di Selva di Cadore, non confinante né di seconda fascia eppure territorio ovviamente montano alla pari dei vicini Comuni bellunesi di confine, e ancor di più quella dell’Alpago, confinante con il Friuli (che si auspica venga coinvolto in un meccanismo di riequilibrio analogo, tanto più dopo la vicenda di Sappada) eppure da ora pienamente legittimato a trarre vantaggio dalla gestione più "estesa" del Fondo alimentato da Trento e Bolzano.


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