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Mercoledì 6 dicembre 2017

L’Italia e il mondo, in un minuto (Sir)






Biotestamento, esame ddl al Senato, slitta lo Ius soli. Medio Oriente, Trump annuncerà Gerusalemme capitale. Musica, addio a Johnny Hallyday.

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Biotestamento, esame del ddl al Senato. Slitta invece la discussione sullo Ius soli
La Conferenza di capigruppo di Palazzo Madama ha deciso di inserire al primo punto del calendario dei lavori dell’Aula l’esame del ddl sul biotestamento. Il disegno di legge dunque è approdato già oggi in Senato. Il capogruppo Dem al Senato, Luigi Zanda, nei giorni scorsi aveva fatto sapere che ne avrebbe chiesto la calendarizzazione. «Per noi ora la priorità è il disegno di legge sul fine vita», ha detto alla fine della Conferenza dei capigruppo. Il cuore del provvedimento, di 5 articoli, è l’art.3 sulle disposizioni anticipate di trattamento (Dat). Slitta invece in fondo al calendario dei lavori il ddl sullo Ius soli, che dunque non ha molte probabilità di vedere la luce in questa legislatura.

Medio Oriente, Trump annuncerà Gerusalemme capitale. Palestinesi annunciano 3 giorni di collera
Il presidente Usa Donald Trump nelle prossime ore riconoscerà Gerusalemme quale capitale di Israele e darà indicazione al Dipartimento di Stato di avviare l’iter per il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Tutto però avverrà non prima di sei mesi. Trump ha informato il presidente palestinese Abu Mazen «della sua intenzione» e Abu Mazen ha ammonito Trump «dei pericoli di una tale decisione sul processo di pace, sulla sicurezza e la stabilità nella regione e nel mondo». Sulla questione dello spostamento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme, il presidente Trump «è stato chiaro sin dall’inizio, non è questione di se, ma di quando», aveva fatto sapere il vice portavoce della Casa Bianca, Hogan Gidley. Non si sono fatte attendere le reazioni dei palestinesi che hanno annunciato «3 giorni di collera» da mercoledì a venerdì per protesta. Tutte le fazioni palestinesi hanno condannato Trump definendo la sua politica «un ricatto». «Chiamiamo tutto il nostro popolo in Israele e nel mondo - hanno detto - a raccogliersi nei centri delle città e di fronte alle ambasciate e consolati israeliani con l’obiettivo di portare la generale rabbia popolare».

Incidenti sul lavoro, acciaieria Thyssenkrupp Torino. Mattarella: «Resta ancora molto da fare»
«Ogni morte sul lavoro è una perdita irreparabile per l’intera società. E dieci anni fa, nella notte del 5 dicembre 2007, sette operai morirono nell’incendio nell’acciaieria della Thyssenkrupp a Torino». «È giusto ricordare i loro nomi perché è una ferita che non può rimarginarsi accettare che si possa morire sul lavoro e per il lavoro». Lo afferma il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in una nota pubblicata a dieci anni dall’incidente alla acciaieria della Thyssenkrupp a Torino dove persero la vita Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi. «In questi dieci anni - prosegue il Capo dello Stato - nella prevenzione degli incidenti e nel supporto agli infortunati sul lavoro sono stati fatti passi avanti, ma resta ancora molto da fare per far sì che la sicurezza venga considerata essa stessa un volano che contribuisce allo sviluppo».

Ostia. Rosy Bindi: «La mafia c’è ma anche lo Stato»
«Si conferma che la situazione è seria, grave». «Ostia non è un territorio mafioso, ma le mafie a Ostia ci sono, sono forti e insediate». Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi in una pausa della audizioni tenute ieri a Ostia. La commissione ha sentito tra gli altri il prefetto di Roma, Paola Basilone, e Michele Prestipino, della Dda. «A Ostia non solo è arrivata Mafia Capitale, ma a Ostia le tre storiche famiglie mafiose, Triassi, Fasciani e Spada, sono qui da prima che venisse analizzato il fenomeno di Mafia Capitale. Quindi sono tardive la percezione e la consapevolezza che a Ostia ci fosse la mafia, che per troppo tempo è stata negata». La Bindi ha anche parlato di una presenza sul territorio dello Stato da almeno due anni e mezzo. «Questa presenza oggi è forte, determinata, consapevole e sta ottenendo risultati importanti».

Musica, addio a Johnny Hallyday, icona rock
Un’icona, un simbolo del rock e della Francia. Un’artista che ha vissuto per 50 anni sulla cresta dell’onda accompagnando generazioni di fan con successi come «Que je t’aime» e «Quelche chose de Tennesse». Se ne è andato stanotte all’età di 74 anni, il cantante e compositore francese Johnny Hallyday. Lo ha annunciato la moglie Laeticia. Un cancro al polmone lo ha stroncato nella sua casa di Parigi dove era tornato negli ultimi giorni dopo un periodo in ospedale. «Se n’è andato con coraggio e dignità così come ha vissuto», ha scritto la moglie che conserva un’eredità di 110 milioni di dischi venduti, 1mila canzoni e oltre 40 album in 50 anni di carriera.


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