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Venerdì 9 marzo 2018

L’Italia e il mondo, in un minuto (Sir)






Dazi Usa, reazioni internazionali. Regno Unito, staccati i macchinari al piccolo Isaiah.

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Usa-Nord Corea, verso l’incontro tra Kim e Trump. Pyongyang sospende i test nucleari
Il presidente Usa Donald Trump accoglie l’invito del leader nordcoreano Kim Jong-un per uno storico faccia a faccia. La Corea del Nord sembra intenzionata a sospendere i test nucleari, mentre Kim ha espresso il suo desiderio di incontrare il presidente americano il prima possibile. «All’incontro si sta già lavorando», afferma Trump su Twitter; parla di «grande progresso», ma specifica: «Le sanzioni restano fino a che un accordo non sarà raggiunto». Apripista per i recenti sviluppi, la visita a Pyongyang di una delegazione sudcoreana, a cui negli scorsi giorni Kim Jong-un aveva affidato il suo messaggio a Washington: «Se cessano le minacce nei nostri confronti, non avremmo più ragioni di possedere armi atomiche». Un’apertura alla denuclearizzazione, quindi, in cambio di un «lasciar vivere», a cui la Casa Bianca aveva già replicato, dicendo di attendere che Pyongyang passi ai fatti.

Economia, partono i dazi Usa su acciaio e alluminio. Dure reazioni internazionali

Il presidente degli Stati Uniti Trump dà il semaforo verde ai dazi su acciaio e alluminio per far fronte, afferma, a «un assalto al nostro Paese». I dazi sull’importazione di acciaio e alluminio entreranno in vigore nel giro di 15 giorni, fatta eccezione per i Paesi «amici» esentati, come Canada e Messico. Tutti i Paesi interessati dalle nuove tariffe saranno invitati a negoziare esenzioni. Trump ha promesso tariffe «giuste e flessibili», confermando i dazi al 25% sull’acciaio e al 10% sull’alluminio ma riservandosi il diritto di «alzarli o abbassarli» in qualsiasi momento e di escludere singoli Paesi. Trump ha puntato il dito contro la Germania parlando dei dazi che si appresta a introdurre. Risposte dure da diversi Stati: a esempio 11 Paesi del Pacifico hanno firmato in Cile il Cptpp (Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership), accordo commerciale sulla falsariga del naufragato Tpp ma senza gli Stati Uniti. Ad aderire sono stati Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. Mentre Draghi (Bce) ieri ha affermato: «C’è una certa preoccupazione sullo stato delle relazioni internazionali perché se si mettono dazi contro gli alleati uno può chiedersi chi siano i nemici».

Regno Unito, è morto il piccolo Isaiah. Staccati i macchinari dopo i verdetti di Londra e Strasburgo
È morto il piccolo Isaiah Haastrup, un anno, al centro in Gran Bretagna di una delle battaglie legali recenti fra medici e genitori sul diritto a «staccare la spina». L’annuncio è stato dato dai genitori, dopo l’interruzione dell’assistenza dei macchinari che tenevano in vita il bambino al King’s College Hospital di Londra. A gennaio l’Alta Corte britannica si era pronunciata per la fine dei trattamenti contro il volere dei genitori, Takesha Thomas e Lanre Haastrup. Finché, questa settimana, anche la Corte europea dei diritti umani ha respinto l’ultimo loro ricorso. Isaiah, vittima di «un catastrofico danno cerebrale» alla nascita causato da mancanza d’ossigeno, aveva mantenuto un barlume di coscienza, ma per i medici non aveva ormai speranze di miglioramento. Il papà si è detto «orgoglioso» del suo «coraggioso bambino». Mentre il King’s College ha ribadito di aver assicurato al piccolo «il miglior trattamento» disponibile e ha reso omaggio alle sofferenze della famiglia.

Repubblica democratica del Congo, nel Sud Kivu milizia armata sequestra 18 persone di una ong
Diciotto membri di una organizzazione impegnata nell’enorme parco nazionale di Kahuzi-Biega, santuario dei gorilla di montagna nel Sud Kivu, nell’est della Repubblica democratica del Congo, sono stati rapiti lunedì scorso da una milizia locale, chiamata Mai-Mai Raia Mutomboki, nella zona di Nzovu. Lo riferisce Nigrizia, riportando la notizia diffusa ieri dalla stessa ong, precisando che si tratta di nove impiegati amministrativi, che stavano effettuando un inventario, e nove guardie. La conferma del sequestro è arrivata dall’amministratore del territorio di Shabunda, Kashombana Bin-Saleh, che ha detto all’agenzia France Presse che «le diciotto persone sono tutte vive e i colloqui per negoziare il loro rilascio inizieranno non appena una squadra di rappresentanti del parco arriverà a Shabunda». I sequestri di persona sono frequenti in Nord e Sud Kivu, vasto territorio in cui operano decine di gruppi armati autori di attacchi contro villaggi, furti e massacri indiscriminati, che si finanziano attraverso il traffico di risorse naturali e i rapimenti a scopo estorsivo.

Sri Lanka, violenze a sfondo religioso, il Paese sull’orlo di una guerra civile
Numerose associazioni attiviste e cristiane dello Sri Lanka chiedono che il governo di Colombo ristabilisca quanto prima l’ordine pubblico. Il Paese è sull’orlo di una nuova guerra civile - scrive Asianews - dopo che feroci violenze religiose si susseguono da giorni nel distretto di Kandy, provocate dalla morte di un singalese buddista. L’uccisione ha scatenato la vendetta dei singalesi, che stanno dando alle fiamme negozi e case abitate dai musulmani. Intanto la polizia ha arrestato Amith Jeewan Weerasingha, il principale sospettato di aizzare le violenze, e altri nove complici. Ieri nella capitale si è svolta una manifestazione contro il razzismo per chiedere il ripristino di una condizione di pace. Due giorni fa le autorità hanno dichiarato lo stato d’emergenza in tutta l’isola, e il coprifuoco nel distretto di Kandy.

Italia, operazione antidroga fra Roma, Tivoli e Guidonia.
Maxi operazione antidroga dei carabinieri a Roma: 39 gli arrestati ieri, accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, armi ed estorsioni, aggravati dal metodo mafioso. Circa 300 carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito un’ordinanza del gip di Roma su richiesta della Dda. Dalle indagini - riporta l’Ansa - è emersa un’organizzazione dai connotati mafiosi, dedita principalmente alla gestione del monopolio del traffico e dello spaccio di droga nell’area est della Capitale, soprattutto a Tivoli e Guidonia. L’organizzazione si era imposta attraverso una serie di aggressioni e minacce ai danni di pusher «concorrenti» e di acquirenti insolventi.


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