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Domenica 11 marzo 2018

Sindaci agordini invitati all’unità sul problema dell’ospedale






L’arcidiacono di Agordo e vicario foraneo, mons. Giorgio Lise, ha scritto una lettera ai primi cittadini sottolineando l’importanza del tema salute e la necessità di fare squadra per sperare di ottenere quanto si chiede.

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L’arcidiacono di Agordo e vicario foraneo, mons. Giorgio Lise, ha scritto una lettera ai primi cittadini sottolineando l’importanza del tema salute e la necessità di fare squadra per sperare di ottenere quanto si chiede. Ecco il testo della lettera.

"Egregi Sindaci,
è con spirito di sincera e rispettosa collaborazione che mi rivolgo a voi, sollecitato dai Membri del "Comitato per l’Ospedale di Agordo": questa mia vuole aiutare chi ha il non-facile compito di amministrare, a mettersi in ascolto delle attese della nostra gente, libero da ogni condizionamento. Attese che hanno il fondamento sul sacrosanto e davvero "inalienabile e non negoziabile" diritto alla salute.
Nell’intervento che ebbi a fare in occasione della fiaccolata pro-Ospedale organizzata dai giovani dell’Agordino (2011) dicevo tra l’altro, parlando anche a nome dei parroci presenti: "Noi desideriamo essere accanto a voi in questo impegno a favore dell’Ospedale, renderci anche noi interpreti dei disagi e delle preoccupazioni delle nostre popolazioni, e fare appello alle coscienze di chi ci amministra e governa affinché vengano prese decisioni che garantiscano a quanti abitano in montagna il fondamentale diritto alla salute; decisioni che siano realmente interpreti dei bisogni delle persone". certi di avere "il diritto sacrosanto che, nelle decisioni che riguardano l’Ospedale di Agordo, si applichi un’autentica giustizia nella solidarietà, nel riconoscimento concreto di una uguale dignità, nell’attenzione alla persona che mai deve essere sacrificata all’economia". E concludevo: "Parafrasando il vangelo, potrei dire che siamo tutti consapevoli di dover ’dare a Cesare quello che è di Cesare’, ma sappiamo altrettanto bene che è nostro diritto di ricevere da Cesare quello che ci spetta in quanto persone, la cui dignità non può essere in nessun modo, nonostante le obiettive difficoltà, elusa o calpestata".
Ora, l’esperienza amministrativa (ma non solo) vi dice che, per essere "ascoltati" da chi dovrà decidere in Regione sulle nostre richieste è necessario essere uniti, fare squadra. Tanto più che tali richieste (chirurgia 24H, ortopedia, servizio di laboratorio analisi, servizio di radiologia, servizio di cardiologia – reperibilità in giorni festivi e di notte, oltre ovviamente ad un Pronto Soccorso degno di tale nome), inserite in un contesto di montagna, non sono né esorbitanti né impraticabili. Penso di poterlo dire pur non essendo un esperto in materia.
Ora, non spetta a me entrare nel merito dei motivi che stanno alla base di una palese disunione all’interno della conferenza dei Sindaci dell’Agordino, ma faccio appello al vostro senso di responsabilità: quello che si chiede alla Regione, va presentato "tutti insieme", altrimenti si perde forza e credibilità. Gesù, che conosce bene l’uomo, un giorno ebbe a dire: "ogni regno diviso in sé stesso va in rovina" (Lc 11,17). Non credo si voglia questo!
Cari Sindaci, voi mi insegnate che l’elezione popolare vi ha affidato un compito: quello di servire il bene pubblico e, quindi, di cercare davvero il "bene comune". E’ vero che di fronte ai problemi della vita sociale ci si pone spesso in maniera diversa per formazione personale, per schieramento politico o per qualche altro motivo. Ma qui c’è in ballo il diritto alla salute, diritto fondamentale di fronte al quale deve cadere ogni visione di parte, per quanto legittima e rispettabile. E al cospetto di questo diritto, la compattezza è segno di lungimiranza oltre che la prova evidente che si è davvero al servizio della propria gente "senza se e senza ma".
Spero che questa mia lettera sia accolta come segno di una preoccupazione che tutti nutriamo per un problema che, insieme - ciascuno nel proprio ruolo - vogliamo aiutarci reciprocamente a risolvere.
Con un sincero augurio di buon lavoro.
Agordo, 11 marzo 2018
Mons. Giorgio Lise
Arcidiacono di Agordo – Vicario Foraneo"


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