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Lunedì 12 marzo 2018

De Menech: speriamo di essere in tempo per le Olimpiadi delle Dolomiti






Il deputato bellunese, sostenitore della prima ora dell’idea, auspica che ci sia la capacità di dare squadra per raggiungere l’obiettivo.

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«Bene che il presidente della Regione Veneto convenga sull’opportunità di un’Olimpiade delle Dolomiti nel 2026. Ora speriamo di essere ancora in tempo», perché l’idea è stata lanciata il 21 ottobre scorso dopo il referendum con cui il Tirolo aveva bocciato la proposta di organizzazione dell’evento. Se ne fecero promotori vari esponenti delle tre Province di Trento, Bolzano e Belluno tra cui i presidenti Rossi, Kompatscher e Padrin. In realtà la proposta non fu raccolta da nessun altro in Veneto, nota ora De Menech che invece sostenne da subito l’idea e che conclude: "vediamo se riusciamo a fare squadra e a portare a casa un risultato positivo. Noi ci siamo".

«Dalla nostra – fa presente ancora De Menech – abbiamo che gran parte degli impianti nelle tre Province sono in ottime condizioni. Quelli di Cortina, dopo i Mondiali 2021 saranno nuovi. Ci sono palazzetti del ghiaccio e piste da sci perfette in tutte e tre le Province e a Predazzo (Trento) c’è un trampolino in funzione. Manca la pista da bob, ma si può pensare di rimettere in funzione quella di Cortina". E pensando alle candidature di Milano e di Torino osserva che in tutta la Lombardia non esiste una pista da bob e quella costruita per le Olimpiadi del capoluogo piemontese è stata dismessa. Inoltre "anche la viabilità di accesso al Bellunese e ad alcune valli circostanti sarà di gran lunga migliore rispetto all’attuale tra qualche anno".

Il mondo degli sport invernali, conclude De Menech, «sarebbe sicuramente più favorevole all’organizzazione in montagna di un evento come le Olimpiadi. Abbiamo avuto di recente diverse grandi città coinvolte nell’organizzazione delle Olimpiadi, da Torino a Vancouver, e non si tratta certo di esperienze negative, ma sappiamo quanto gli sportivi preferiscano una localizzazione coerente. Le città, per quanto belle e organizzate, sono fuori contesto rispetto alla montagna e, oltre tutto, costringono a spostamenti lunghi gli atleti e gli staff e a una logistica che non sempre, terminata la manifestazione, rimane a servizio dello sport».


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