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Martedì 15 maggio 2018

L’Italia e il mondo, in un minuto (Sir)






Israele-Palestina, si temono nuovi scontri. Puglia, arresti contro Sacra corona unita.

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Gerusalemme, dopo i morti di Gaza sale la tensione tra Israele e Palestina. Intervengono anche Erdogan e al Zawahiri

Gli occhi del mondo puntati su Gerusalemme. È salito a 58 il bilancio delle vittime degli scontri di ieri in occasione dell’inaugurazione dell’ambasciata americana nella Città santa. Si temono ulteriori violenze oggi e nei prossimi giorni. E mentre Israele e Usa tagliavano il nastro, la diplomazia mondiale, con poche eccezioni, condannava la decisione di Trump di portare la rappresentanza diplomatica da Tel Aviv a Gerusalemme. Sono state circa 40mila le persone riversatesi ieri al confine tra Gaza e Israele e in Cisgiordania, in particolare a Hebron, Betlemme, Ramallah. I violenti scontri nel «Giorno dell’ira» tra i palestinesi e l’esercito israeliano sono finiti su tv e media dei cinque continenti. Oltre all’elevato numero di morti si contano più di duemila feriti. Cominciano anche le reciproche accuse di colpevolezza tra il governo israeliano e Hamas, mentre il capo di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, invoca la jihad contro Usa e Israele e invita i musulmani a prendere le armi. In un video diffuso ieri, Trump ha dichiarato: «La capitale di Israele è Gerusalemme e Israele, come ogni Stato sovrano, ha il diritto di determinare la sua capitale». Tra le reazioni più dure, quella della Turchia. Migliaia di persone sono scese in piazza a Istanbul, per protestare contro lo spostamento dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme. Bandiere a stelle e strisce e israeliane sono state bruciate. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato: «Israele è uno Stato terrorista che sta compiendo un genocidio». Erdogan ha annunciato tre giorni di lutto nazionale. Il presidente palestinese Mahmud Abbas ha invece annunciato uno sciopero generale e tre giorni di lutto.



Politica, Lega-Cinquestelle: ancora una settimana di tempo per il governo. Oggi riprendono i negoziati sul programma

Ancora una settimana. È il tempo concesso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché possa nascere un governo composto da M5S e Lega. Oggi stesso riprenderanno le trattative sul programma e il nome del premier tra i due vincitori delle elezioni del 4 marzo, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. In posizione attendista Forza Italia, contrario all’accordo il Pd. I programmi delle due forze politiche che detengono insieme la maggioranza in parlamento sono ancora distanti su alcuni punti fondamentali. «Sia io che Salvini siamo d’accordo sul fatto che di nomi pubblicamente non ne facciamo», ha dichiarato il pentastellato Di Maio uscendo dal colloquio con Mattarella. «E in questo momento abbiamo chiesto al Presidente della Repubblica il tempo per ultimare il contratto di governo». Nel frattempo resta elevata la preoccupazione a Bruxelles su diversi aspetti: rispetto delle regole e dei trattati Ue, rigore di bilancio e regole dell’Unione economica e monetaria, immigrazione e riforma di Dublino, politica estera.



Cronaca, Sacra corona unita, arresti in Puglia. Ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Coluccia padre e figlio

Agenti di polizia della squadra mobile di Lecce stanno eseguendo in queste ore due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Luciano Coluccia, 69 anni di Noha di Galatina e del figlio Pasquale, di 28 anni, entrambi incensurati. Sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Luciano Coluccia, era l’unico dei cinque fratelli che hanno dato il nome ad uno dei gruppi più temibili della Sacra corona unita, ad essere rimasto incensurato. Il clan a cui padre e figlio sono accusati di far parte, nonostante colpito in questi anni dall’azione della magistratura, avrebbe continuato a gestire – riferisce l’Ansa – i traffici illeciti controllando persino la squadra locale di calcio militante nel campionato regionale pugliese di calcio.



Cronaca, in Emilia-Romagna falsi dentisti e fisioterapisti, intervengono i Nas di Bologna. Chiuse diverse strutture

Prescrivevano diete dimagranti, curavano i denti, facevano fisioterapia a persone con problemi motori, assistevano anziani, ma non avevano i titoli per farlo: per questo, a seguito di controlli a tappeto del Nas di Bologna sull’esercizio abusivo della professione sanitaria, 22 persone sono state denunciate in Emilia-Romagna e due strutture sanitarie, del valore di un milione di euro ma prive dei requisiti di legge, sono state chiuse. Nel corso dei controlli, dal secondo semestre dello scorso anno ad oggi, sono stati passate al setaccio oltre 60 strutture (studi medici, poliambulatori, studi dentistici, studi fisioterapici) nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, e in alcune di queste sono state riscontrate situazioni di non conformità, con risvolti di rilevanza penale e amministrativa: il caso più eclatante nella provincia di Forlì-Cesena, dove quattro odontotecnici sono stati denunciati perché facevano i dentisti e due strutture son ostate chiuse.



Spagna, Torra presidente della Catalogna sostenuto dagli indipendentisti. Generalitat divisa in due fazioni

Dopo sei mesi senza governo, la Catalogna ha un nuovo presidente: si tratta di Quim Torra, 55 anni, avvocato e scrittore, eletto dal parlamento Catalano grazie all’astensione dei quattro deputati di sinistra del Cup. Eletto in seconda votazione a maggioranza semplice, Quim Torra – quarto candidato nominato dall’ex presidente Carles Puigdemont – ha ottenuto i voti del suo movimento Junts per Catalunya e quelli degli indipendentisti di Esquerra Republicana. Voto contrario, invece, da parte di tutta l’opposizione, compresa Ciudadanos della leader Inés Arrimadas, uscita vincitrice dalle elezioni di dicembre, ma senza la possibilità di formare un governo, non avendo alleanze. Si tratta del cosiddetto Piano D, essendo il quarto nome che Junts per Catalunya ha proposto. Lo Stato spagnolo, infatti, aveva già respinto le candidature dello stesso Puigdemont, al momento a Berlino dopo l’arresto di fine marzo, di Jordi Sànchez, in carcere a Madrid da sei mesi e di Jordi Turull, arrestato fra il primo e il secondo turno.


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