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Lunedì 9 luglio 2018

A Zelant di Mel in ricordo dei caduti e dispersi di Russia






La cerimonia promossa dalla Sezione di Belluno dell’Unione nazionale italiana reduci di Russia.

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La Sezione di Belluno dell’Unione nazionale italiana reduci di Russia, in occasione del 75° anniversario della ritirata di Russia, ha promosso nella conca di Zelant di Mel una cerimonia in ricordo dei caduti e dei dispersi di quella sanguinosa guerra.

Sul sagrato della chiesetta di Zelant don Secondo Dalla Caneva ha officiato la S. Messa ricordando il sacrificio di tanti giovani soldati e anche la vicenda di suo fratello, che partecipò alla campagna di Russia e fortunosamente riuscì a rientrare, ma che di quelle vicende non voleva parlare tanto fu il dolore patito.

Il presidente dell’Associazione Reduci di Russia, Franca Rossa Comina, ha introdotto gli interventi delle autorità presenti. Il Sindaco di Mel ha portato il saluto della sua Amministrazione e della comunità zumellese alle varie rappresentanze d’arma, dando onore ai gonfaloni e ai labari presenti e soffermandosi sul valore della pace e della fratellanza, mentre il tenente colonnello Giulio Fasolino, del 7° Rgt Alpini di Belluno, ha ricordato che i militari attualmente in forza sono impegnati in azioni di pace e di soccorso anche all’estero.

Da parte sua la presidente nazionale vicaria, Laura Fuser Poli, ha sottolineato l’importanza di ricordare le tante vite strappate all’affetto dei loro cari e l’assurdità della guerra e la presidente Comina ha reso onore ai 67 soldati di Mel caduti o dispersi in Russia, ma allo stesso tempo anche ai 90mila giovani soldati italiani che hanno sopportato indicibili pene, non riuscendo spesso a far ritorno in Patria.

A termine della cerimonia, dopo che il capogruppo degli alpini di Mel, Aldo Mastellotto, aveva donato all’Associazione dei reduci il gagliardetto della Sezione come gesto di amicizia e di stima, il cav. Maurizio Lorenzet ha letto i nomi dei 67 soldati che non sono più rientrati dalla Russia e poi ha illustrato la storia della chiesetta e del monumento opera dello scultore Beppino Lorenzet che raffigura un cappotto e uno scarpone abbandonati e dei girasoli, simboli dei periodi tragici della ritirata dalla Russia (a lato del monumento si trova un’urna interrata contenente la terra del Don, simbolo dei luoghi dove morirono o furono dispersi oltre 69.000 soldati).


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