Pubblicità
Testata

Mercoledì 8 agosto 2018

Piano Periferie: congelati 140 milioni. Massaro: «gravissimo»






Il sindaco di Belluno ha preso contatto con Anci e ha scritto a tutti i parlamentari bellunesi perché si cancelli questa decisione.

Iscriviti alla Newsletter

Ascolta il testo

«È una situazione gravissima quella che si verrebbe a creare col congelamento di 140 milioni al Piano Periferie per due anni. Questo Governo non sa quanto è stato fatto sul territorio italiano in tema di rigenerazione urbana: questa mattina ho già preso contatto con Anci e scritto a tutti i parlamentari bellunesi perché si cancelli questa decisione»: il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, attacca duramente l’emendamento al Decreto Milleproroghe che, per consentire lo sblocco degli avanzi di amministrazione, "stoppa" i lavori di rigenerazione urbana in oltre 100 capoluoghi italiani.

«Oltre che essere una scelta politica miope, è una decisione che creerà gravi problemi all’economia locale e nazionale», spiega Massaro.

Ecco i numeri: il finanziamento statale, per il Comune di Belluno, ammonta a 18 milioni di euro (2,1 miliardi a livello nazionale); a questi, vanno aggiunte ulteriori risorse, pubbliche e private, per 17 milioni (1,7 miliardi in tutta Italia). «Parliamo di 35 milioni di euro per Belluno e 3,8 miliardi di euro in Italia, quasi mezzo punto percentuale di Pil», commenta Massaro. «Gli avanzi di amministrazione che si andrebbero a sbloccare - per Belluno parliamo di circa 10 milioni di euro - sono decisamente inferiori sia al valore movimentato dalla rigenerazione che alle sole risorse statali trasferite».

«Il Governo giustifica questo congelamento con il fatto che i Comuni non hanno fatto ancora nulla in materia di rigenerazione urbana», aggiunge Massaro. «Ma se fosse stato convocato il tavolo di monitoraggio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, forse saprebbero che non è così: per esempio, il Comune di Belluno, fino al 30 giugno 2018, ha già impegnato oltre 1.100.000 euro».

I comuni, poi, hanno destinato gran parte dello spazio di patto del 2018 (Belluno lo ha occupato interamente per 700mila euro) al cofinanziamento della rigenerazione: «Se anche ora ci dicessero che possiamo utilizzare quei soldi per altri lavori - commenta Massaro - sarebbe impossibile, perché non si sono i tempi tecnici per redigere un progetto esecutivo entro l’anno, così quei soldi finirebbero ancora in avanzo di amministrazione».

C’è infine l’aspetto che riguarda privati e imprese: «Far slittare i lavori al 2020 porterebbe alla rinuncia da parte di molti partner privati, e alla conseguente perdita di lavoro per le imprese», sottolinea il sindaco.



Leggi gli altri titoli di oggi.

Iscriviti alla Newsletter





Home
L’Amico edizione digitale
L’Amico su Facebook  
L’Amico su Twitter  
Le foto dell’Amico su Flickr  
L’Amico su YouTube  
L’Amico su Instagram  
Abbonamenti
Pubblicità
Privacy




Copyright © 2000-2018 L'Amico del Popolo S.r.l.
Piazza Piloni 11, 32100 Belluno
Tel. +39 0437 940641, Fax +39 0437 940661
Email redazione@amicodelpopolo.it
P.Iva/C.F. 00664920253