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Venerdì 2 novembre 2018 ‐ Tutti i defunti (i Morti)

Zoldo, «Poteva andare molto peggio»






Il sindaco: «Siamo davanti a un disastro, che avrebbe potuto essere peggiore se dopo il 1966 non si fosse intervenuti sul Maè».

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«Se in Val di Zoldo, a seguito dell’alluvione del 1966, non si fosse provveduto a contenere il Maè con poderosi interventi, oggi saremmo qui a raccontare un’altra storia, molto più tragica».


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Il sindaco Camillo De Pellegrin non ha dubbi: i danni subiti dalla «sua» valle a causa dell’ondata di maltempo dei giorni scorsi sono importanti. Ma poteva andare ancora peggio. «Il torrente Maè non è uscito dai suoi argini per circa un metro. Quindi ci è mancato poco», sottolinea il primo cittadino. «Questo grazie alle opere che furono realizzate dopo l’alluvione di 52 anni fa e che permisero di rafforzare gli argini, mettendo così in sicurezza le aree circostanti. La "fortuna" è che a Zoldo venne fatto lo stralcio esecutivo di un progetto generale integrato, non a spot o in fretta».

Detto questo, da lunedì la Val di Zoldo mostra spaccati desolanti, con abitazioni scoperchiate, strade interrotte, innumerevoli frane, più o meno estese. Una devastazione. «La situazione sta lentamente tornando alla normalità. L’importante è però che le condizioni meteo si stabilizzino. Se continua a piovere o se dovessero verificarsi eventi simili a quelli dei giorni scorsi, sarebbe un disastro», commenta ancora De Pellegrin. «Allo stato attuale contiamo ancora più di 500 utenze scoperte dall’Enel, quindi senza corrente elettrica. I danni ai privati sono consistenti: se consideriamo tutte le case scoperchiate la conta è "falcidiante"».

A destare parecchia preoccupazione la strada 251, «se non "tiene" rischiamo di rimanere isolati», dice preoccupato il sindaco (nella foto la Sp poco sopra Dont, verso Fusine e prima della galleria dopo il distributore). «In diversi punti è franata e il fiume si è mangiato la parte sottostante. Siamo costretti per transitare per mese a senso unico alternato. La 251 è un collegamento vitale e se dovesse saltare i disagi sarebbe davvero tremendi. Quello del ripristino dei collegamenti è un tema primario».

Nei giorni scorsi le situazioni più critiche si sono registrate in Val di Goima, località Cordelle, e chi abita in quella zona è rimasto completamente bloccato. «Ora la frazione è stata fortunatamente "liberata"», fa presente. «A Costa abbiamo dovuto evacuare un’abitazione. A Fusine si è lavorato alla luce dei generatori per liberare un condotto sotterraneo».

«L’aspetto più importante è che non ci sono stati vittime e feriti», afferma il sindaco tirando un sospiro di sollievo. «La casa di riposo è sempre rimasta operativa. La macchina di assistenza e aiuto è risultata impeccabile. L’operato dei Vigili del fuoco di Zoldo e di tutti i volontari è stato impareggiabile. Non possiamo che dire grazie, veramente di cuore».


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