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Lunedì 19 novembre 2018 ‐ S. Fausto

"Stacco", un servizio strategico su cui investire






In provincia di Belluno 23 associazioni fanno parte della rete del trasporto solidale. Oltre 10 mila gli interventi.

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Un servizio di trasporto e accompagnamento gratuito che vale più di 3 milioni di euro. È questo il valore più grande del servizio regionale "Stacco" di trasporto e accompagnamento solidale, gestito da 5 Csv del Veneto (Belluno, Verona, Vicenza, Venezia e Treviso) e da poco rifinanziato con 500 mila euro dalla Regione Veneto. L’analisi dell’impatto economico e sociale è stata condotta da Federico Perali e Michele Bertani dell’università degli studi di Verona (per lo spin off Economic Living Lab).


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I risultati parziali della ricerca commissionata dal Csv di Verona (manca l’esito delle interviste fatte agli stakeholders quali sindaci, assessori, funzionari Ulss) sono stati presentati al convegno «Il valore aggiunto del progetto Stacco sul territorio regionale», che si è svolto sabato 10 novembre a Venezia alla presenza di direttori e presidenti dei 5 Centri di servizio per il volontariato che aderiscono al coordinamento della rete, assieme ai rappresentati di molte delle associazioni che ogni giorno forniscono questo servizio preziosissimo per la comunità.

I dati parlano chiaro: sono stati oltre 10 mila utenti trasportati con 206 mezzi per più di 2 milioni di chilometri nei territori delle 5 province coinvolte. Per effettuare la ricerca sono stati somministrati questionari agli utenti che hanno usufruito del servizio tra il 2 e il 17 luglio del nelle province di Belluno, Treviso e Verona (dal 3 al 21 aprile di Venezia). Hanno risposto in 475.

Secondo l’analisi di Perali, il costo diretto annuo del servizio ammonterebbe a 1 milione 126 mila euro comprensivi di manutenzioni dei mezzi, assicurazioni, costo carburante e ammortamento flotta, escluso quindi l’apporto dei volontari che non percepiscono una paga per offrire questi trasporti, se non un rimborso spese, se dovute. Aggiungendo una valutazione di massima del costo degli autisti si lievita a 3 milioni, in aumento se si aggiungono i costi del personale di back office (telefonisti e staff di coordinamento). Il costo stimato per chilometro è di 1,43 euro, quello percepito di 1,46: «Significa che gli utenti hanno l’esatta percezione del valore del servizio offerto», afferma il ricercatore. Non tutti però avrebbero la possibilità di pagare per questo servizio gratuito: si stima che il 30% non avrebbe potuto pagare.

L’utente tipo disegnato da Bertani è italiano (97,5%), donna (61,7%), di età media avanzata (circa 75 anni). Poco meno della metà vive da solo (41,9%), ha un titolo di studio basso (il 70,8% ha licenza elementare o media), l’84,2% è pensionato. Il livello di soddisfazione dell’utenza rispetto allo Stacco è molto alto: si parla del 92,6% di risposte positive. Anche la soddisfazione verso gli operatori lo è: il 93,1%.

In provincia di Belluno sono 23 le associazioni che fanno parte della rete del trasporto solidale Stacco. I volontari sono oltre 300, i mezzi usati 64 (ora 63), gli interventi oltre 10 mila.

«Oltre all’interessante ricerca dell’università di Verona, il valore aggiunto del servizio Stacco emerge nell’aspetto "accompagnamento", che è l’atteggiamento dei volontari nei confronti degli utenti a cui riservano un rapporto amicale e professionale grazie alla formazione», sottolinea Giorgio Zampieri, presidente uscente del Comitato d’Intesa. «L’attenzione a quest’aspetto, unito alla corretta movimentazione delle persone, concorre al miglioramento della mobilità e conseguentemente consente una migliore qualità della vita favorendo l’ integrazione».


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