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Mercoledì 28 novembre 2018 ‐ S. Giacomo della Marca

De Carlo: «Un "New Deal" della montagna»






Dopo il disastro meteo «servono risorse per opere sul territorio, generando posti di lavoro».

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«La disperazione di questi giorni di sofferenza per tanta della nostra gente ci pone anche davanti all’obbligo di andare oltre l’emergenza della ricostruzione e guardare avanti, occupandoci soprattutto di prevenzione. Che significa una diversa e più saggia gestione della montagna». Il deputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore Luca De Carlo non vuole proporre ’’ricette” preconfezionate, ma invita a ragionare in prospettiva utilizzando il buon senso.


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Il tema è quello della devastazione provocata in territorio bellunese dal maltempo. «Lo sfacelo causato dal disastro meteorologico che ha messo in ginocchio la montagna bellunese racconta sicuramente gli effetti di un evento straordinario, ma ci ricorda anche che il territorio va curato e protetto», sottolinea. «Servono grandi opere e lavoro, tanto lavoro, non solo per riparare il danno, ma per realizzare progetti che permetteranno di prevenire almeno in buona parte disastri come quelli dello scorso ottobre».

Portando avanti un parallelismo con la grande depressione che travolse gli Stati Uniti d’America a partire dal 1929, il deputato fa alcune considerazioni e parla di un «New Deal (’’nuovo corso”) della montagna, che servirebbe a Belluno ma anche altrove. L’occasione per un patto sociale di rilancio e di vera lotta alla disoccupazione: non con il pasticciato e scarno reddito di cittadinanza grillino, ma mettendo le basi per distribuire ricchezza vera». Insomma, secondo De Carlo la risposta di un governo serio a quanto accaduto nel Bellunese «dovrebbe essere quella di mettere i miliardi che serviranno per l’assurdo reddito di cittadinanza in un programma di opere e interventi sul e per il territorio, generando migliaia di posti di lavoro», sottolinea. «Dalle nostre parti ce n’è da tirarsi su le maniche, non dico per un decennio ma poco ci manca. Per fare tutto quello di cui la nostra montagna ha bisogno ce n’è di gente da assumere, gente che vuole lavorare per guadagnare uno stipendio, gente vuole imparare anche un mestiere che rimarrà il suo patrimonio spendibile per tirare su una famiglia, gente di montagna, genuina e per bene che vuole la dignità».

Continuando il paragone con gli Stati Uniti della prima metà del Novecento, De Carlo ricorda che «quando Frank Delano Roosvelt venne eletto presidente le comunità che vivevano nella valle del Tennessee erano tra le più povere di tutti gli Stati Uniti. Le frequenti piene che straripavano senza argini divoravano la terra fertile, mentre i boschi lasciati all’incuria erano sovente devastati da enormi incendi. Per la gente della vallata c’era poco altro che la miseria, un reddito di meno di 100 dollari all’anno e il continuo bisogno dell’assistenza pubblica per sopravvivere. È La storia di territori da risanare, di lavoro da creare e di una filosofia politica ispirata alla "chirurgia etica" sul capitalismo che aveva portato alla Depressione. Come non vedere profonde similitudini con la questione dell’oggi e della nostra terra e la necessità di partire davvero con un ’’New Deal” della montagna».


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