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Venerdì 30 novembre 2018 ‐ S. Andrea Apostolo

Il "Catullo" investe sulla didattica innovativa






In una classe prima dell’indirizzo liceale è stata avviata la sperimentazione "3.0" e sta già dando buoni risultati.

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Una classe "3.0", in cui le tecnologie più innovative sono messe a servizio di nuove modalità di apprendimento. È il progetto lanciato dall’Istituto "Catullo" di Belluno. La sperimentazione è partita in una classe prima dell’indirizzo liceale e sta già dando buoni risultati. «Nel 2017 la Fondazione Cariverona ha indetto il bando "Cantiere didattica"», spiegano Michele Sardo, dirigente della scuola superiore, e la professoressa Cristina Calonego, che sta seguendo passo per passo la classe sperimentale.


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«Abbiamo partecipato con un progetto, ottenendo un contributo, che copre il 70% della spesa totale (23 mila euro)», continua la Calonego. «La progettualità è partita due anni fa con la prima fase, fondamentale, di formazione dei docenti. Su base volontaria, la scuola ha selezionato alcuni insegnanti, che hanno seguito lezioni per un totale di 36 ore. Lezioni concentrate sull’analisi della riforma didattica, in particolare della piattaforma digitale scelta dall’istituto, ossia la Google Suite for Education».

Per l’aula 3.0 sono stati acquistati tavoli trapezoidali, che permettono agli studenti di lavorare in gruppo. «Il ragazzo non è così artefice passivo», aggiunge la Calonego, «ma costruttore attivo». La scuola, sempre grazie al contributo della Cariverona, ha comprato anche 18 device, ossia dispositivi "due in uno" che, a seconda delle esigenze, possono essere utilizzati come tablet o computer. «Stiamo sperimentando la cosiddetta "classe capovolta"», prosegue la professoressa. «L’insegnamento propone quindi l’inversione dei due momenti classici, lezione e studio individuale: la prima viene spostata a casa, il secondo a scuola, sostituita dalla lezione in classe dove l’insegnante può esercitare il suo ruolo di tutor al fianco degli studenti. Il tutto è partito con l’inizio del nuovo anno scolastico e il bilancio potremmo farlo a giugno 2019, ma stiamo già notando dei buoni risultati».

Il preside Sardo ha ricordato che la scuola sta da tempo investendo sull’innovazione della didattica, «senza dimenticare la formazione, con 29 corsi e più di 600 persone coinvolte, tra corpo docente e personale in genere». Ha poi presentato gli esiti delle prove Invalsi di italiano e matematica del 2018, di tutti gli indirizzi attivi al "Catullo", ossia i due del professionale (Servizi commerciali e turistici e Servizi per la sanità e l’assistenza sociale) e il liceo artistico. «Il confronto con altri indirizzi con background simile (escludendo i licei scientifici e classici) mostra incrementi del punteggio significativi», afferma Sardo. «Il valore aggiunto è la quantificazione di quello che viene chiamato "effetto scuola", ossia la parte del risultato di una prova che non dipende da fattori esogeni che l’istituto a cui ci si riferisce non può modificare».

«Dal 2010 in poi la percentuale di studenti del "Catullo" che, una volta diplomati, si sono iscritti all’università è cresciuta in modo costante, superando ampiamente il 20%», fa presente il professor Alessandro Chiericato. «Cresciuta anche la percentuale, che ora è a più del 25%, di chi ha trovato lavoro a un anno dalla maturità». Guardando i voti degli Esami di Stato dell’anno scolastico 2017-2018, oltre il 60% si colloca tra i 70 e i 90 centesimi».


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