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Sabato 1 dicembre 2018 ‐ S. Eligio

Soccorso in montagna, serve una legge sugli ostacoli al volo






Convegno promosso da Dolomiti Emergency a Roma per fare appello alla politica e garantire interventi di soccorso più sicuri.

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La tragedia di Falco, l’elicottero del Soccorso alpino schiantatosi a Rio Gere di Cortina nel 2009 provocando la morte di 4 soccorritori, è una ferita che non si rimarginerà mai e ogni volta che un elicottero tocca i cavi dell’alta tensione o una teleferica torna a far male. Una legge sugli ostacoli al volo è stata approvata dalla Regione Veneto sei anni fa, ma tutto è ancora fermo, visto che mancano i decreti attuativi. Alla luce di questa situazione Dolomiti Emergency, l’associazione che ha lo scopo di sostenere e migliorare il modello di soccorso e intervento di emergenza in territorio montano, ha deciso di fare appello alla politica affinché si esca da questo stato di stallo, chiedendo che venga promulgata una legge a carattere nazionale. Per questo una delegazione della Onlus è scesa giovedì 29 novembre a Roma per il convegno ospitato dalla Camera dei deputati dal titolo «Ostacoli al volo» che ha avuto come relatori Bruno Franchi, presidente dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo; Fabio Bristot, consigliere nazionale del Soccorso alpino; Augusto D’Alberto, pilota di elicottero.


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«Abbiamo deciso di coinvolgere i nostri rappresentanti politici, a partire dai parlamentari bellunesi, in modo unitario, senza considerare colori o partiti. Il tema è infatti trasversale», ha sottolineato Laura Menegus, presidente di Dolomiti Emergency.

Il prof. Franchi ha evidenziato le carenze normative in tema di sicurezza del volo. «Non abbiamo ancora un quadro sistemico e, nonostante i numerosi interventi volti a sensibilizzare le istituzioni competenti, non abbiamo ottenuto i risultati sperati», ha fatto presente, sottolineando che «attualmente in Italia la normativa più efficace è quella della Provincia di Bolzano, che dobbiamo prendere a modello».

«Centinaia di elettrodotti, nonostante si trovino in alcune vallate delle Alpi e degli Appennini anche a quote superiori ai 190 metri dal piano di campagna, non sono oggetto di alcuna segnalazione puntuale», ha detto Bristot rimarcando anche che «non sono segnalate neanche molte teleferiche».

Il pilota D’Alberto ha rivolto un appello ai parlamentari presenti: «Chi opera in attività di antincendio, protezione civile e soccorso sanitario si trova già di fronte a numerose insidie. Aiutateci a poter lavorare in sicurezza».

In conclusione, Dolomiti Emergency si è resa disponibile a tenere alta l’attenzione sull’argomento, impegnandosi a organizzare un secondo incontro più specifico e a fare da collante tra la parte politica e quella tecnica.


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