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Domenica 2 dicembre 2018 ‐ I di Avvento ‐ S. Bibiana

Maltempo, portare via il legname in treno






De Menech: «Impensabile farlo con migliaia di camion in più sulle nostre strade».

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«L’enorme quantità di legname grezzo o semilavorato da spostare fuori provincia dopo l’uragano di fine ottobre, suggerisce che si ripristini, anche temporaneamente, il servizio merci sulle linee ferroviarie bellunesi». La proposta è del deputato bellunese Roger De Menech, preoccupato che il trasporto delle migliaia di tonnellate di legname recuperato dai milioni di alberi abbattuti dal vento finisca per intasare le strade: «La possibilità che migliaia di camion in più percorrano quotidianamente le nostre strade per il prossimo anno e mezzo è concreta», afferma De Menech. «Avremo più traffico su una viabilità già molto intasata, con maggiori pericoli e un aumento conseguente dell’inquinamento».


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«Dobbiamo avere l’intelligenza e la lungimiranza di approfittare di un evento catastrofico per agire sul sistema economico e della mobilità», prosegue il deputato. «Bisogna fare presto, ma per quanto veloci saremo ci vorrà oltre un anno. Per farlo serviranno le imprese che fanno la lavorazione primaria del legno, cioè le segherie. È un settore che abbiamo trascurato negli ultimi decenni e che ora abbiamo l’opportunità di riprendere in mano e di incentivare, anche per impedire il crollo del prezzo del legname. Dal punto di vista logistico bisognerà costruire delle grandi zone di stoccaggio e io dico che devono essere realizzate vicino a stazioni come per esempio Calalzo, Longarone, Ponte nelle Alpi e Sedico».

Per il trasporto si dovrebbero utilizzare i treni merci, possibilmente notturni per non intralciare la circolazione diurna dei passeggeri. «Sarebbe la soluzione più idonea, più rapida e probabilmente più sicura», conclude De Menech. «Ci consentirebbe inoltre di sperimentazione il servizio merci sulle nostre linee ed eventualmente estenderlo anche una volta finita l’emergenza. Ne avremo enormi vantaggi dal punto di vista ambientale e dell’occupazione».


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