«Le attività agricole sono un presidio fondamentale per la montagna. Innanzitutto perché plasmano il territorio e riescono ad arrivare anche nelle pendenze più estreme, garantendo una presenza dell’uomo di fronte all’avanzata della natura selvaggia, e quindi diventando azione di difesa del suolo. E poi perché creano lavoro, aiutano il turismo e danno vita a prodotti di assoluta eccellenza. È per questo che la Provincia è a sostegno degli agricoltori». Lo dice la vicepresidente dell’Amministrazione provinciale di Belluno, Silvia Calligaro, delegata nelle materie di agricoltura, caccia e pesca, intervenuta nella mattinata di venerdì 22 novembre all’incontro organizzato a Pedavena da Confagricoltura Belluno. Sul tavolo, il tema delle opportunità, degli ostacoli e delle prospettive future dell’agricoltura montana.
«Quello che è fondamentale, è la differenza tra l’agricoltura della pianura (fatta di grandi estensioni territoriali e aziende molto strutturate) e l’agricoltura di montagna (che per effetto dell’orografia deve fare i conti con aziende di piccole dimensioni, costrette a far fronte a problemi che vanno dalla pendenza a stagioni molto meno produttive rispetto alle aree pianeggianti). Una differenza che chi vive e opera in montagna conosce bene, ma che spesso non viene colta fino in fondo da chi non abita le “terre alte”. È per questo che la Provincia si pone come collettore delle esigenze delle aziende agricole, anche per un’azione di collegamento con il Governo. L’attenzione agli agricoltori, che a me piace chiamare contadini nell’accezione più nobile del termine, è testimoniata anche dall’istituzione del tavolo agricolo dedicato alle tematiche del settore primario, che la Provincia sta portando avanti. Dobbiamo lavorare tutti insieme per fare in modo che le sfide della montagna diventino opportunità per un’agricoltura che è in grado di essere innovativa, sostenibile e produttrice di quella genuinità e quei sapori che si trovano solo da noi».
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