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venerdì 4 Aprile 2025,

“Vince chi smette”, un progetto per contrastare l’azzardo

Progetto avviato da Caritas Italiana per sensibilizzare le comunità sul fenomeno dell'azzardo e sui rischi associati

Caritas Italiana ha avviato il progetto “Vince chi smette”, un’iniziativa volta a sensibilizzare le comunità sul fenomeno dell’azzardo e sui rischi ad esso associati. Il progetto mira a sviluppare una coscienza critica collettiva e a promuovere azioni concrete di prevenzione. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (FICT).

La presentazione ufficiale si è svolta il 20 febbraio presso la sede di Caritas Italiana. L’evento, moderato da Caterina Boca, ha visto la partecipazione di don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, del sociologo Maurizio Fiasco, dell’economista Luigino Bruni, del presidente della FICT Luciano Squillaci e di padre Alex Zanotelli.

Negli ultimi anni, il fenomeno dell’azzardo ha assunto dimensioni preoccupanti, mentre le misure di contrasto, prevenzione e sostegno risultano ancora insufficienti. Il gioco, inteso come attività ricreativa o esercizio di abilità, non deve essere confuso con l’azzardo, che si basa esclusivamente sul caso e sul fine di lucro. Dal 2013, l’azzardo è riconosciuto come una patologia, poiché può generare dipendenza con gravi conseguenze per l’individuo, la famiglia e la vita lavorativa.

Nonostante la crescente consapevolezza, il fenomeno continua ad espandersi. Slot machine, gratta e vinci, scommesse e concorsi a premi rappresentano una spesa che si aggira intorno agli ottantacinque miliardi di euro annui, incidendo pesantemente sul bilancio delle famiglie italiane.

Le dichiarazioni degli esperti

Don Marco Pagniello ha sottolineato che «la pratica dell’azzardo toglie dignità e giustizia. Vince chi smette è uno dei progetti giubilari perché ci aiuta ad aumentare la consapevolezza nelle nostre comunità rispetto ai rischi connessi alla pratica dell’azzardo, che non è mai un gioco». Ha poi aggiunto che liberare le persone dalle dipendenze, tra cui l’azzardo, significa restituire dignità.

Maurizio Fiasco ha evidenziato la complessità del fenomeno: «Con l’azzardo ci troviamo di fronte a una costruzione raffinatissima, molto complessa. La dipendenza da azzardo si sviluppa in correlazione ad altri tipi di dipendenze». Ha poi lanciato un appello: «Appassionarsi a smontare il giocattolo. Investire, documentarsi, non aver fretta di giungere a delle conclusioni, verificare le conclusioni».

Luigino Bruni ha messo in luce l’equivoco che spesso si crea tra gioco e azzardo: «Associare l’azzardo al gioco è un’umiliazione per il gioco vero, che è una delle capacità fondamentali dell’essere umano. L’azzardo tutto è fuorché un gioco. È una macchina mangia soldi, una struttura di peccato». Ha inoltre evidenziato la dimensione economica e sociale del problema: «L’azzardo è un problema economico, civile e spirituale. Non confiniamo il problema dell’azzardo al patologico, ma consideriamo il tutto. L’azzardo è contrario al bene comune».

Luciano Squillaci ha invitato a non semplificare il fenomeno: «Quella dell’azzardo è una questione che ha una complessità importante. Le soluzioni semplici sono sbagliate. Il fenomeno va considerato nel suo complesso, non in modo settoriale e frammentato. Serve un approccio sistemico, con il coraggio di percepirsi all’interno del sistema».

Padre Alex Zanotelli ha infine offerto una riflessione di carattere etico e religioso: «Noi cristiani dobbiamo riconoscere che abbiamo tradito il Vangelo, proprio sui soldi. Noi cristiani d’Occidente abbiamo sposato un sistema che è profondamente ingiusto. L’Occidente deve cominciare a convertirsi e tornare alla logica del Vangelo».

L’iniziativa “Vince chi smette” rappresenta un’importante occasione per riflettere su un fenomeno sempre più diffuso e per promuovere azioni concrete di contrasto e sensibilizzazione.

1 commento

  • Essendo l’ azzardo riconosciuto come malattia dove il soggetto perde il controllo e non si ferma fino alla rovina sia delle sue finanze sia nei rapporti con la famiglia gli amici la società chiedo che i cosiddetti giochi vengano regolati con la carta del SSN cioè possono essere

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