L'Amico del Popolo digitale
Dai nostri paesi Feltre 12 L’Amico del Popolo 2 gennaio 2020 - N. 1 Vita Feltrina Morto a 53 anni sul monte Pafagai Nel primo pomeriggio di sabato 28 dicembre la Centra- le del 118 è stata allertata per un uomo colto da malore mentre con il fratello stava risalendo il monte Pafagai, sopra Lamen. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è portato sul posto e, dopo aver individuato i due escur- sionisti in mezzo al bosco, ha sbarcato con un verricello di 30 metri tecnico di elisoccorso ed equipe medica, che hanno a lungo tentato le manovre per rianimare, pur- troppo invano, Fabrizio Brandalise, 53 anni, di Zermen. Constatato il decesso, la salma ricomposta e imbarellata è stata affidata a una squadra del Soccorso alpino di Feltre sopraggiunta in jeep ed è stata trasportata alla cella mortuaria. Pulizia del Bosco drio le Rive È in pieno svolgimento a Feltre l’operazione di pulizia del Bosco drio le Rive dopo la tempesta Vaia. Il terreno verrà liberato dalle ceppaie e dagli schianti in modo da poter programmare successivamente la piantumazione di nuove essenze. Suggerimenti preziosi per tutta l’area arriveranno dagli esperti dell’Università di Padova e dell’Istituto Agrario di Feltre. Predisposto il piano rifiuti 2020 L’assessore di Feltre Adis Zatta ha predisposto il piano rifiuti per il 2020 prevedendo un aumento della tariffa. L’aumento potrà essere più o meno consistente in base ai risultati del 2019. Come ha fatto rilevare la minoranza in consiglio comunale, dovrà essere potenziata anche la videosorveglianza contro gli incivili. Ora infatti ci sono solo 6 telecamere per 125 punti di raccolta. Trent’anni di vita per la Clivet La Clivet, azienda del settore climatizzazione, ha cele- brato i suoi primi trent’anni di vita. Ora è proprietà dei cinesi, ma ha gli stessi dirigenti che l’hanno fatta cresce- re e che prevedono di assumere cento nuovi dipendenti nei prossimi tre anni. Il fatturato del 2019 sarà di 140 milioni di euro, ma per il 2023 si punta ai 240 milioni. La Marangoni verso la riapertura? La proprietà dell’ex-fabbrica Marangoni nella zona della Pescghiera sembra intenzionata a riaprire. Il pro- getto è ancora allo studio e ci sono contatti con l’ammini- strazione comunale per questo. Certo che cinquantamila metri quadrati abbandonati in una zona appetibile non sono un bel biglietto da visita per chi si interessa dell’in- dustria a Feltre. Alla Dumia palchi e transenne Il comune di Feltre, a corto di operai, ha deciso di dare in appalto alla cooperativa Dumia il montaggio di palchi e transenne in occasione di manifestazioni in città. La sperimentazione dell’operazione era stata avviata a settembre e ha dato buoni risultati. Di qui la decisione del Comune. Chiude il negozio di biciclette Il negozio di biciclette di Renzo Dalla Rosa al Pasquer di Feltre chiude a fine 2019. Il figlio Tupac ha infatti deciso di occuparsi d’ora in avanti delle principali corse nazionali come supporto tecnico. È un’altra attività che viene meno in città. Nuova tecnologia a Ginecologia Nel reparto di Ginecologia dell’ospedale di Feltre è en- trata in funzione una nuova tecnologia che consente di diagnosticare presto eventuali neoplasie. La nuova cura consente di diagnosticare in tempo il cosiddetto “linfonodo sentinella” che indica il pericolo di tumore. In questo modo è possibile intervenire in modo mirato e meno invasivo. Nomina nazionale per l’assessore Zatta L’assessore di Feltre Adis Zatta è stato nominato rap- presentante della Conferenza unificata (l’organismo che raccoglie le rappresentanze degli enti locali) in seno al Comitato di vigilanza e controllo sulla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, delle pile e accumulatori e dei relativi rifiuti (Raee). Nella sala riunioni dell’ospedale Santa Maria del Prato venerdì 20 dicembre L’arte come terapia del disagio mentale Incontro promosso dall’associazione «Tutti in campo» in collaborazione con Aitsam Del disagio mentale e del- la sua incidenza sul tessuto sociale poco si sa. Eppure è una problematica che me- rita attenzione, anche da parte delle pubbliche istitu- zioni, ovviamente a comin- ciare da quelle sanitarie. Di questo si è parlato durante l’incontro svoltosi venerdì 20 dicembre nella sala conve- gni dell’ospedale Santa Ma- ria del Prato di Feltre. A promuoverlo è stata l’as- sociazione «Tutti in campo», che ha presentato i risultati del progetto «Tutti insieme», finanziato dal Centro servi- zio volontariato in collabo- razione con l’associazione Aitsam (Associazione ita- liana tutela salute mentale). «Chissà se siamo sulla strada giusta», si è chiesto il presidente Loris Scopel nel rivolgersi al pubblico in sala, presente il sindaco di Feltre Paolo Perenzin, il sindaco di Seren del Grappa Dario Scopel, il presidente dell’Unione montana fel- trina Federico Dalla Tor- re, l’assessore al sociale di Feltre Giorgia Li Castri e il responsabile del Distretto sanitario di Feltre Alessio Gioffredi. Al di là di ogni difficoltà, l’obbiettivo da perseguire è anche quello - parole di Lo- ris Scopel - di sensibilizzare la cittadinanza sul disagio mentale. A tal proposito egli ha illustrato le attività svol- te nei laboratori al Campus Tina Merlin, messi a dispo- sizione dall’amministrazio- ne comunale e che coinvol- gono utenti delle comunità e del territorio dell’Ulss Dolo- miti, oltre a volontari, mae- stri d’arte e familiari. Pittura, computer, scien- ze, taglio, ricamo, ferri, un- cinetto, carta, bigiotteria, legno, scrittura creativa so- no oggetti di pratica nei la- boratori che mirano all’am- pliamento delle abilità dei partecipanti, con la finalità di sottrarli al rischio dell’i- solamento sociale e dell’im- poverimento umano. Finalità condivise da Pa- ola D’Agostini, responsabi- le provinciale dell’Aitsam, che ha auspicato nel suo intervento una presenza più fruttuosa da parte del- le istituzioni. «Sentiamo il vissuto delle famiglie - ha fatto presente - e quanto sia difficile avere leggi per la cura e la tutela delle per- sone con disagio mentale». Per questo ha sollecitato in- terventi adeguati da parte della Regione Veneto, che pure è conosciuta per le sue eccellenze in campo sani- tario, mentre dall’Ulss Do- lomiti si aspetta che venga reperita un sede funzionale per la Comunità terapeutica residenziale protetta (Ctrp), oggi ospitata a Borgo Ruga «in una struttura che non è degna delle persone che la frequentano». Subito dopo a prendere la parola è stato Alessio Giof- fredi, responsabile del Di- stretto sanitario di Feltre, che ha fatto presente l’im- pegno dell’Ulss nella ricerca di una sede più appropriata per la Ctrp. Detto questo, ha rivolto all’associazione «Tutti in campo» e ai volon- tari un ringraziamento per quello che promuovono gior- no dopo giorno con spirito di dedizione e che rappresenta «un esempio da lodare». Un incoraggiamento è ve- nuto anche dal sindaco di Feltre per il quale il proble- ma della salute mentale «è una priorità», specie in una società che spinge le perso- ne all’isolamento, mentre il presidente dell’Unione mon- tana feltrina, Federico Dalla Torre, ha auspicato «un fu- turo carico si speranze e di progetti se lavoriamo tutti assieme» e ha ringraziato famiglie e volontari che co- stituiscono una risorsa pre- ziosa per la comunità. Chiuso il capitolo degli interventi, a diventare pro- tagonisti dell’incontro sono state le persone con disagio mentale che frequentano le comunità e i laboratori. Ad esibirsi sono stati il gruppo teatrale «Il Gabbia- no», che ha rappresentato il mito greco di Persefone, e il coro «I figli del sole», che ha alle sue spalle 4 anni di vi- ta e che ha proposto alcuni brani sotto la direzione di Sonia De Bortoli che, ma- turata l’età della pensione come infermiera psichiatri- ca, ha dichiarato commossa di essere stata fortunata a seguire l’impegno dei ragaz- zi nel coro. L’incontro si è poi concluso nel piano superiore con l’i- naugurazione della mostra dei lavori, dei disegni e dei cataloghi eseguiti nei labo- ratori nel corso di un intero anno. FELTRE - In alto la strada che sale a Pren dopo il consolidamento, sotto quella per Vignui. feltre Dissesti idrogeologici post Vaia Consolidata la strada che sale a Pren In via di ultimazione l’intervento sulla parete rocciosa di Vignui A seguito dei dissesti idrogeologici registrati dopo l’uragano Vaia, che avevano reso proble- matico il transito in via Pren, via Vignui e via Romanella, l’assessore Adis Zatta durante la conferenza stampa del 16 maggio si era pub- blicamente impegnato a risolvere le situazioni di criticità entro tempi ristretti. “Siamo bravi – sue parole- se l’intervento in via Pren, il più urgente, sarà realizzato entro al fine dell’an- no in corso”. Promessa mantenuta. Lunedì 23 dicembre, a dispetto della nevicata prima e delle successive ed intense piogge, la strada che sale verso la frazione di Pren è stata ria- perta al doppio senso di marcia. Il che è stato possibile dopo il consolidamento del versante interessato alla frana, la sistemazione dei pa- li di sostegno e la realizzazione di un muro di contenimento. L’ultima operazione è stata l’installazione di un guard-rail a valle della carreggiata. «Al momento - si legge in un comunicato stampa dell’amministrazione comunale - il tratto interessato dai lavori è stato ricoperto con materiale stabilizzato che richiede una particolare attenzione e la riduzione della velocità durante il transito», in attesa dell’a- sfaltatura della strada prevista in primavera. È stata riaperta al traffico anche via Roma- nella tra le frazioni di Cart e Vellai, anch’essa interessata da un movimento franoso. Sono in fase di ultimazione i lavori per la messa in sicurezza della parete rocciosa ai margini della strada che porta a Vignui. Dopo il disgaggio del materiale franoso e il posi- zionamento, è prevista nei prossimi giorni la posa del cavo di acciaio che lega l’imbragatura della parete. A rendere possibili questi interventi, oltre l’impegno degli uffici comunali, è stato il fi- nanziamento con risorse regionali post Vaia. Lo ha fatto presente l’assessore Zatta per il quale «l’essere riusciti a concludere questi la- vori è motivo di soddisfazione». Come lo è ovviamente per gli abitanti delle frazioni che avevano prontamente segnalato all’amministrazione comunale i movimenti franosi e i pericoli che rappresentavano per l’incolumità pubblica.
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