L'Amico del Popolo digitale
Feltre Dai nostri paesi 13 L’Amico del Popolo 2 gennaio 2020 - N. 1 Soddisfatto il sindaco Perenzin nel fare il bilancio di un anno di attività Tanti cantieri attendono la cittadella Nel 2020 diminuirà l’Irpef per il primo scaglione, quello da zero a 15.000 euro Nel fare il bilancio di un anno di attività ammini- strativa, il sindaco Paolo Perenzin nell’incontro del 27 dicembre in municipio non ha nascosto la sua sod- disfazione. E ne ha subito spiegate le motivazioni con una “chiacchierata” che ha messo in luce gli obbiettivi conseguiti e quelli in pro- gramma per il 2020. «Il bilancio 2019 si chiu- derà in attivo; nel corso dell’anno abbiamo avuto 103 giorni di anticipazione di cassa, mentre fino al 2017 ne avevamo 365 e questo trend migliorerà nel 2020», ha fatto presente il sindaco con un’aggiunta significa- tiva: «la media di cassa nel 2019 è stata di +451.000 euro quando il comune era abituato ad avere medie di cassa di -2 milioni di euro». Il che ha permesso fra l’al- tro di pagare le fatture delle imprese che hanno lavorato per il comune entro 23 gior- ni quando la legge prevede pagamenti con scadenza entro 30 giorni. In questo quadro rientra anche l’in- tento di abbassare, sia pur di poco, la pressione fiscale a carico dei cittadini. «Nel 2020 diminuirà l’Irpef per il primo scaglione di imposta, quello da zero a 15.000 euro, che passerà allo 0,6 per cen- to allo 0,5 per cento». Poi particolare attenzione ha riservato al post Vaia e a ciò che ha comportato per l’amministrazione comuna- le. Ammontano a 7 milioni i danni subiti dal patrimonio pubblico per il cui ripristino il comune ha già impegna- to 2 milioni, avvalendosi per lo più del personale a disposizione, senza che sia stato possibile potenziarlo con nuove assunzioni. «Gli interventi sono stati realiz- zati secondo una priorità, ma tanto resta ancora da fare». Poi uno sguardo al futu- ro che - parole del sindaco - sarà una specie di ‘48. Tanti i cantieri destinati ad interessare la Cittadel- la, a cominciare dal Teatro e dalla costruzione della torre di servizio, dal Campanon, dalla Galleria Rizzarda, dal Museo archeologico, dal Belvedere, da palazzo Borgasio fino alla sistema- zione di salita Ramponi, che attende da decenni di essere sottratta al degrado. L’in- tento è di rispondere così alla vocazione culturale ed artistica della città, senza però dimenticare quella tu- ristica e ambientale. A questo proposito nel 2020 verranno progettati per poi essere realizzati a partire dal 2012 le piste ciclo-pedonali, che rappre- sentano un’importante va- lorizzazione del territorio. Sempre sul tema del turi- smo il sindaco ha fatto pre- sente che nei primi 6 mesi del 2019 sono stati aperti ben 12 nuovi bed and bre- akfast, mentre è in fase di realizzazione a Tomo il cam- peggio per camper. Altro capitolo tutt’altro che secondario per il pros- simo anno è quello relati- vo alla manutenzione del territorio. Per i prossimi tre anni l’amministrazione stanzierà 1,5 milioni di eu- ro (500.000 euro l’anno) per l’asfaltatura delle strade, come richiesto dai cittadini, e per la cura del verde. Sul commercio il sindaco non ha detto più di tanto, non perché mancasse “ma- teria del contendere”, ma per evitare ogni forma di polemica. Parlare di chiu- sure di negozi non fa bene al commercio cittadino - que- sto il suo pensiero - perché si offre all’esterno l’imma- gine di una città morta. Per questo è giunta l’ora di guardare al futuro e di pun- tare su ciò che assieme può esser fatto. Importante sarà il lavoro che vedrà impegnata l’as- sessore Irma Visalli che ha due anni per definire la pia- nificazione urbanistica per lo sviluppo socio-economico della città. Oltre all’Altanon ci sono aree strategiche che attendono una sistemazio- ne definitiva: basti pensare alla Piazzetta della Lana o all’area della Marangoni, oggi in totale abbandono e che potrebbe diventare polo di crescita industriale. Almeno questo è un au- spicio comune, senza distin- zione di sorta. G.T. Commosso addio della comunità cittadina ad Alfonso Sampieri Alfonso Sampie- ri ( nella foto ), de- ceduto la vigilia di Natale all’età di 70 anni dopo lunga e sofferta malattia, ha la- sciato un segno profondo del suo impegno civile, sociale e cul- turale. Lo si è visto durante i funerali svoltesi sabato 28 dicem- bre nel duomo di Feltre. Sul sagrato della chiesa ad accogliere il feretro gli sbandieratori del quartiere Portoria con lo stendardo listato a lutto, i presidenti di Santo Stefano, Duomo e Castello e una folta rappresentanza dell’associa- zione nazionale carabinieri in congedo, cui era particolarmente legato; dentro il duomo centinaia di cittadini, sindaco Paolo Perenzin compreso, che hanno voluto testimoniare gratitudine ed af- fetto per il bene che ha fatto a tutta la comunità feltrina. La sua figura è stata ricordata durante la San- ta Messa, concelebrata alla presenza di alcuni sacerdoti e del vescovo emerito di Belluno-Feltre Giuseppe Andrich. Della sua malattia, del coraggio con cui l’ha affrontata, della sua fede essenziale, sicura e convinta ha parlato durante l’omelia mons. Lino Mottes, suo amico sincero. «Alfonso era uomo dal carattere energico, dotato di spirito d’iniziativa e di grande disponibilità umana». Mons. Mottes ha rivolto anche un sentito e commosso ringrazia- mento per l’impegno profuso e competente svolto da Sampieri al Museo diocesano d’arte sacra e nella promozione di una eccezionale mostra nel 2014, in occasione del bicentenario dell’Arma dei carabinieri. Ma c’è stato un altro aspetto che mons. Mottes ha fatto presente: la profonda conoscenza che Sam- pieri aveva delle icone, della loro storia artistica e teologica. A tal proposito memorabile è stata una sua lezione tenuta anni fa agli studenti dell’Università Adul- ti/Anziani di Feltre. In un breve intervento mons. Andrich ha voluto esprimere la gratitudine a Sampieri per la sua testimonianza di fede e per aver assistito il fra- tello Erminio, parroco di Soranzen, durante la malattia fino alla morte. Per Marco Campigotto, presidente di Portoria, Sampieri è stato per il quartiere una importante figura di riferimento, una presenza preziosa per tutti i contradaioli. Ne ha ricordato la vena arti- stica, la passione e la competenza nel realizzare icone, ma anche nel restaurarle, come quelle con- servate nel monastero ortodosso di Montaner che, annerite durante un incendio, seppe restituire alla loro originaria bellezza. A lui si deve pure il recupero di capitelli sparsi nelle frazioni feltrine, in particolare quello della Madonna del Carmelo di Tortesen, cui era par- ticolarmente devoto. Come presidente dell’associazione «Palio di Fel- tre» Eugenio Tamburino ha messo in luce il contributo di Sampieri per la crescita della ma- nifestazione e soprattutto per la stesura di un regolamento per la corsa dei cavalli, considerato all’avanguardia per l’attenzione prestata alla loro sicurezza e modello di riferimento per altri Palii d’Italia. Come vicepresidente del Palio al tempo della gestione di Stefano Antonetti, Sampieri ha dato prova di competenze e di conoscenze speci- fiche, tutte finalizzate al successo della manife- stazione. Un commosso ricordo è venuto anche da un rap- presentante dell’associazione nazionale carabi- nieri in congedo che ha ricordato l’impegno di Sampieri come socio e come promotore di tante iniziative, non ultima la mostra del bicentenario dell’Arma, tenutasi nel seminario vescovile di Feltre. Quello che si è registrato sabato 28 dicembre è stato l’addio corale ad un uomo, cittadino esem- plare, che ha testimoniato attaccamento alla cit- tà, alla sua storia e alle sue tradizioni. Gabriele Turrin FELTRE - L’immagine di un presepe che è stato realizzato. Realizzati da volontari che hanno dato prova di originalità Presepi d’autore all’ospedale Secondo una consuetu- dine ormai consolidata, anche quest’anno di fronte alla cappella dell’ospedale «Santa Maria del Prato» di Feltre è stato realizzato un presepe a dir poco origi- nale. In collaborazione col cappellano Angelo Crepaz, Donatella De Dea, volon- taria di Santa Giustina, si è servita delle scatole di medicinali per dar vita al- la rappresentazione natali- zia. Forse il suo intento era quello di ricordare l’evento centrale del Natale, vale a dire la nascita di Gesù, e insieme il luogo di sofferen- za, di cura e di attenzione al prossimo che è proprio dell’ospedale. L’altro presepe è stato al- lestito nella sala del nuovo ingresso all’ospedale. A re- alizzarlo è stato Gianfranco Giordano, già dipendente dell’allora Ulss feltrina. Quando anni fa alcuni im- piegati dell’economato lo invitarono a costruire il presepe, egli non si tirò in- dietro. Da allora non è mai mancato a questo particola- re appuntamento col sacro e con l’arte. Il suo presepe quest’anno richiama quelli tradizionali, ma con una novità di rilievo che non sfugge a chi lo guarda. Es- sa sta nei materiali che usa. Le case sono costruite col legno recuperato nelle bai- te di Sappada, i vestiti dei pastori sono pezzi di stof- fe trovate nelle trincee del Monte Grappa, il legno del pozzo viene da un vecchio peschereccio in demolizione di Chioggia, mentre i sassi sono tratti dalle sorgenti del fiume Piave. Ma il ma- teriale resterebbe inerte e inespressivo senza lo spirito creativo e le abilità pratiche di cui dà prova Giordano se- condo una passione che lo accompagna fin da piccolo. Ed è questa attenzione ai particolari che permette di distinguere un presepe da un altro. Quello di Giorda- no offre l’immagine di un mondo lontano dalla fre- nesia dei tempi moderni, suscita un senso di pace e un’atmosfera che invita alla riflessione e, perché no, alla riscoperta di valori primari insiti nella natura umana. Tombola di Natale all’insegna del riciclo alla scuola primaria Una confezione di matasse di lana alla nonna più an- ziana; una scatola di calici da vino per il nonno più sim- patico; peluche e giocattoli vari per i bambini. Questi, e altri, i premi, a volte singolari, che sono stati distribuiti al termine della tombola di Natale alla scuola primaria di Farra-Boscariz nei giorni immediatamente prece- denti alle vacanze. «Una tradizione per il nostro istituto – spiega la do- cente Marta Chenet – che ormai da diversi anni si svolge nell’atrio della scuola. Ogni bambino porta fuori una sedia a formare cinque cerchi che rappresentano i cinque anni di elementari. I bambini, seduti lì, giocano a tombola assieme ai loro genitori, ai nonni e agli in- segnanti. Un abbraccio intergenerazionale. I premi da mettere in palio sono stati raccolti durante tutto l’anno, all’insegna del riciclo e del riutilizzo». A collaborare alla riuscita della manifestazione, oltre al comitato genitori, anche le associazioni locali e in particolare l’Unione sportiva Dynamo di Vellai, per il tabellone. FELTRE - Un momento della tombola intergenerazionale.
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