L'Amico del Popolo digitale

Cadore e Ampezzo Dai nostri paesi 17 L’Amico del Popolo 2 GENNAIO 2020 - N. 1 Lozzo, nonna Linda e il traguardo dei 100 anni Linda Calligaro, nata il 3 novembre 1919, ha festeggia- to insieme a tutta la comunità di Lozzo il traguardo dei 100 anni. Al mattino du- rante la Messa, presente al primo banco riservato- le per l’occasio- ne, attorniata da parenti e amici ha assistito alla celebrazione a lei dedicata. Erano presenti anche le associazioni del paese chiamate per partecipare alle celebrazioni anticipate del IV Novembre: al ter- mine della liturgia hanno voluto of- frire alla festeggiata alcuni simbolici omaggi per i suoi 100 anni. La popolazione di Lozzo, nonostan- te la pioggia incessante, si è ritro- vata nella sala parrocchiale per un momento conviviale nel pomeriggio, quando una piacevole sorpresa ha atteso Linda che, bendata per l’occa- sione, ha prima ascoltato una breve poesia dedicatale dai parenti per poi essere svelata da un caloroso «Tan- ti auguri a te…» piacevolmente in- tonato dal coretto DoReMi di Auron- zo. Linda, piacevol- mente commossa e contenta della festa, non ha esi- tato nel taglio del- la torta e, ringra- ziando tutti per la presenza, si è pre- stata a numerosi scatti di fotografie e selfie come ogni influencer che si rispetti. Il coro di bravissimi bambini di Auronzo, sempre disponibile a par- tecipare a queste occasioni, ha poi allietato l’intera bicchierata con i suoi canti. Il 2019 si chiude con un centenario non ricordato. Cento anni fa Lozzo, vo- lendo rinnovare anche nei posteri il ricordo dei propri caduti in guerra, eresse un monumento nella piaz- za centrale del paese. E fu tra i primi in Cadore. La proposta e la realizzazione non vennero dall’ammini- strazione comunale ma dal Comitato dei militari lozzesi smobilitati che vedeva alla presidenza Cirillo Grande- lis. Il monumento certamente non fu osteggiato dai consi- glieri comunali, vista l’una- nimità con la quale essi il 25 giugno 1919 accordarono il permesso alla costruzione. Tuttavia in sede di delibe- razione vennero sollevate al- cune obiezioni che non ven- nero recepite dal Comitato. L’amministrazione, infatti, avrebbe preferito che il mo- numento fosse costruito nel- la zona antistante la chiesa e nella delibera comunale si accenna a possibili dan- neggiamenti. Tutto ciò, letto oggi, appare alquanto sor- prendente. Per dimensione e forma, il monumento è ben lonta- no da quelli che saranno realizzati negli altri paesi con l’avvento del fascismo e con la sua forte volontà celebrativa. Non è un caso che, in contrasto con ciò che appare oggi ai nostri occhi, nel registro comunale venne posta in quel lontano 1919 la seguente dicitura: «N.22 Parere e autorizzazione pel collocamento di un modesto monumento in memoria e nome dei Caduti in guerra». L’estensore del resoconto della seduta giudicava quin- di «modesto» il manufatto. Si giunse al 12 ottobre 1919. Don Pietro Da Ronco ricorda che «fu solennemen- te inaugurato in Lozzo il monumento eretto alla me- moria dei soldati del paese morti nella guerra 1915-18». Ne dà anche una descrizio- ne che, con variazioni mar- ginali, si adatta anche al giorno d’oggi. «Il monumen- to è alto 7 metri. Alla base tronco-piramidale d’aspetto roccioso nella parte inferio- re ed a gradinate in cemento nella parte superiore sovra- sta uno zoccolo, di sezione quadrata, che sorregge un colonnato costituito da quat- tro colonne, d’aspetto oltre- modo grazioso e dilettevole. Alla sommità del colonnato posa, in atto di volare, sopra un cannone scoppiato, una bellissima aquila di bronzo, che porta nel becco un ra- moscello d’alloro. La parte artistica in cemento è opera dei fratelli Cirillo e Fulvio Grandelis, mentre quella delle decorazioni in metallo è dovuta a Valentino Calli- garo ed Eusebio Borca». E a proposito dell’aquila, è stata recuperata da poco la notizia che durante il Se- condo conflitto mondiale, i lozzesi ben consci di come si erano comportate le truppe nemiche nel 1917/18, sosti- tuirono la pregevole opera con una sua copia di scarso valore. L’aquila originaria ritornò al proprio posto con la pace. Se risulta vero che non tutti gli anniversari posso- no essere ricordati, rinnova- re la memoria negli attuali giovani dei loro coetanei in- ghiottiti dalla ferocia della guerra, forse avrebbe avuto un suo senso. Carla Laguna LOZZO - L’aquila che sovrasta il monumento. lozzo - Nel 1919 venne eretto nella piazza centrale il monumento ai Caduti Un centenario non ricordato Nella Seconda guerra l’aquila fu sostituita perché non fosse asportata Il monumento, eretto prima del fascismo, non risponde ai canoni celebrativi di altre opere presenti in Cadore cortina Lo Zibaldone di Ernesto Majoni Cortina è uno dei rari luoghi della provincia di Belluno dove il dialetto, e qui parliamo di ladino, viene tranquillamente esibito al pubblico e non rimane confinato nella stretta cerchia dei parlan- ti (prendendo un esempio dall’attualità, pensiamo al nuovo profumo Šfarìa, dedicato ai Mondiali di sci 2021, denominato appunto con una parola ampezza- na). Bene: se il dialetto non porta con sé una connota- zione di inferiorità ma al contrario diventa addirit- tura “trendy” vuol dire che presenta segni inequivo- cabili di buona salute. Un bravo cultore e divulgatore della variante la- dina di Cortina è Ernesto Majoni, giornalista e da molti anni collaboratore dell’Amico del Popolo (scrive articoli in italiano e in ladino), autore di numerose pubblicazioni che vanno dalla narrativa all’alpini- smo, dalla storia alla linguistica. Il suo ultimo lavoro si intitola «Zibaldone ampezzano», con il sottotitolo: «Espressioni, interiezioni, ipocoristici, nomignoli, soprannomi, toponimi e voci ampezzane antiche, moderne e contemporanee, analizzate e commenta- te». In pratica, una consapevole e anche divertita elencazione di tante parole ed espressioni che fanno dell’ampezzano uno dei dialetti più belli e vivaci delle Dolomiti. Il libro, 113 pagine, con diverse fotografie a colori e in bianco e nero, è appena stato pubblicato dalla Cooperativa di Cortina, baluardo dell’ampezzanità e della mondanità insieme (e torniamo così alle rifles- sioni iniziali), Cooperativa che lo omaggia ai soci per queste Feste e ne pone in vendita un certo numero di copie. Apriamo a caso. Dov’è finito quell’oggetto che non trovo più? Mah, «l ea un cadorin che el portaa sun na stanga»... Gli ampezzani, d’altra parte, non ce l’hanno solo con i cadorini (che poi sul piano storico e linguistico sono parenti strettissimi): «se ciae chi da Ciae», dicono, tirando in ballo il villaggio ampezzano di Chiave per significare «e chi se ne importa» (non traduciamo nel dettaglio). E poi, per esempio, il divertente: «se ió ve amo, vos m amao?» (se io l’amo, le mi ama?), che Majoni spiega così: locuzione scherzosa e linguisticamente scorret- ta [amare in ampezzano si dice voré ben; amà è vb. arcaico, che Majoni29 registrava come aderire (della malta). Attestato nella cerchia dei primi Scoiattoli di Cortina (anni ’40 del Novecento), come dichiarazione d’amore di un giovane a una giovane, poi divenuta senza volere quasi uno scioglilingua. In fondo bibliografia e indice alfabetico delle voci. L.G. La copertina. LOZZO - Il 3 novembre Linda Calligaro ha festeggiato il suo 100° compleanno. lozzo Neanche un vigile, c’è il concorso Domande entro il 16 gennaio. Svolgerà anche compiti di guardia boschiva Da alcuni mesi il Comune di Lozzo è privo dell’agente di polizia locale, dopo che Achille Da Pra ha lascia- to il servizio andando in pensione. A livello urbano il territorio non è quindi più così controllato come in precedenza, mentre rima- ne attiva la vigilanza dei boschi grazie alla guardia Paola De Martin, che opera in convenzione con Pieve. Ora si sta correndo ai ri- pari con il bando di concor- so, che prevede la presenta- zione delle domande entro giovedì 16 gennaio (ore 12), per un posto di agente di Polizia locale - guardia bo- schiva a tempo pieno e inde- terminato. Si confida chiaramente su una partecipazione in- teressante, anche alla luce di situazioni analoghe che si sono presentate recente- mente in zona. Il concorso prevede esclu- sivamente il superamento di esami. Si partirà con un’eventuale preselezione - nel caso i candidati siano numerosi - consistente nella somministrazione di test a risposta multipla intesi a valutare la preparazione nelle materie previste nel programma di concorso ed eventualmente integra- ti con quesiti basati sulla preparazione generale da risolvere in un tempo prede- terminato (pomeriggio del 3 febbraio 2020). Sarà formu- lata alla fine una gradua- toria in ordine decrescente. Il programma d’esame (le conoscenze saranno verifi- cate con due prove scritte e una prova orale) prevede nozioni di diritto costituzio- nale e amministrativo, legi- slazione nazionale sull’ordi- namento della Polizia locale e normativa della Regione del Veneto in materia di Polizia locale, nozioni di diritto e procedura penale, Nuovo Codice della strada, legislazione in materia di ordinamento degli enti lo- cali accanto a quella sulla protezione dati e, ancora, in materia di commercio, urbanistica, edilizia, am- biente, armi, stupefacenti, immigrazione e sicurezza urbana. Nozioni sulla nor- mativa forestale regionale e di viabilità silvopastorale concludono il programma d’esame stante l’abbina- mento, nel posto messo a concorso, anche della de- stinazione a guardia bo- schiva. Un programma intenso, non sostenuto da alcun corso preparatorio, che costringerà i candidati a uno studio esclusivamente personale. La prova scritta teorica (5 febbraio) consisterà in una serie di quesiti ai qua- li dovrà essere data una ri- sposta sintetica. La prova scritta pratica (che seguirà immediatamente la teorica) prevederà la descrizione di un procedimento oppure l’e- laborazione o la redazione di un atto amministrativo o di un verbale. La prova orale (6 febbraio) infine concorrerà ad approfondi- re la conoscenza della per- sonalità del candidato e a valutare le sue attitudini e le sue competenze in rela- zione al profilo da ricopri- re. Nell’ambito della prova orale sarà altresì accertata la conoscenza della lingua inglese e delle apparecchia- ture e delle applicazioni in- formatiche più diffuse. Il bando e il modulo di partecipazione possono es- sere recuperati dal sito del Comune di Lozzo di Cadore. C.L.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTA1MTI=