L'Amico del Popolo digitale

2 L’Amico del Popolo 2 gennaio 2020 - N. 1 In provincia e nel mondo Chi li aiuterà a nascere? Presumevo che la Bibbia non mi riservasse più sor- prese e che non mi sarebbe capitato di leggere un te- sto che non conoscevo del tutto o non ricordavo. Mi sono sbagliato ed ho ricevuto molte smentite, alcune umilianti nel mettere in evidenza la mia ignoranza. Eccone una dimostrazione tratta dal libro del profeta Isaia: «Giorno di angoscia, di castigo, di disonore è questo, perché i bimbi stanno per nascere, ma non c’è forza per partorire» (37,3). Altri traducono: «…ma nessuno aiuta a partorire». Avevo fatto la scoperta che avrebbe dovuto farmi arrossire ascoltando la me- ditazione natalizia di un monaco egiziano dei nostri tempi e subito ho cercato di approfondire il contesto storico nel quale inserire la singolare constatazione del profeta. Poi, la sera dello stesso giorno, essa mi è ritornata davanti con la forza dell’attualità, seguendo una lunga trasmissione dedicata al fenomeno delle ‘sardine’. Due severi studiosi, molto assidui alla pre- senza in televisione e perciò ben noti, per un paio di ore hanno quasi massacrato con le loro domande Mat- tia, l’iniziatore del fenomeno che ha ricevuto il nome così singolare rubato ad umili pesci che se ne stanno stretti. Appunto come le sardine. Quel giovane faceva pena come un esaminando trovato impreparato da un’esigente commissione esaminatrice, sepolto sotto una montagna di critiche, indagato come un colpe- vole per fargli confessare il nome dei mandanti della sua iniziativa, ammonito paternalisticamente a non montarsi la testa e soprattutto avvertito che tanti altri hanno già fatto quanto lui sta facendo e hanno fallito. Era come se buttassero secchi d’acqua sopra un fuoco appena acceso. Non sono arrivato alla fine della trasmissione perché, come mi capita in simili casi, mi sono arrabbiato. Casi simili? Ce ne sono parecchi e tutti ripropongono lo stesso schema. È accaduto con il movimento spontaneo che si ispira alla sedicenne sve- dese che denuncia i ritardi nell’affrontare la questione climatica. A un politico straripante non è sembrato vero di poter giocare con il nome e chiamare i seguaci della povera Greta, i “cretini”, essi pure manovrati da centrali oscure. E i commenti offesivi sfuggiti a proposito di Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya, o di Giulio Regeni, ucciso in Egitto: «Sono an- dati a cercarsela! Cosa occorre andare in paesi così pericolosi, quando si può far del bene o studiare stan- do a casa propria». Neppure i giovani di Hong Kong o di Santiago del Cile o di Teheran suscitano molta attenzione e tanto meno simpatia. E c’è da prevedere che ai giovani di Taizè e di mille marce per la Pace che si muoveranno domani notte, con una veglia di fine d’anno alternativa rispetto ai comandamenti del consumismo, non avranno nessuno spazio sui media che ci informeranno di troppe altre manifestazioni eccentriche e talvolta trasgressive. Allora è proprio vero quello che affermava l’antico profeta vedendo che i bambini sono pronti a nascere, ma nessuno aiuta a partorire. Nel nostro mondo, in molte maniere, sta premendo la spinta a costruire qualcosa di nuovo e a dare vita a una piattaforma di valori di cui c’è urgente bisogno per lacerare la prigione di aggressività che ci contagia, smontare i muri della disuguaglianza che fa tanto soffrire e dare luce a rapporti umani più fraterni e miti. Un maestro del ‘900 – Jacques Maritain – aveva affermato che i movimenti e le iniziative che vanno in tale direzione, marciando in uno spazio che non è quello della politica, «sono necessari soprattutto nei periodi di crisi, di rinascita, di rinnovamento profondo di una società democratica». Rinascita e rinnovamento parlano di futuro, dando per scontato che un vecchio mondo sta morendo, senza lasciare rimpianti. Tut- tavia la nascita incontra ostacoli. Sono dovuti alla paura? Al cinismo di chi non attende nulla di nuovo? All’arroccamento in un vecchio sistema nel quale stare comodi? Alla decadenza del pensiero e alla fine della speranza? È impossibile dare una risposta mentre il disagio per la ripetizione dello schema visto in feno- meni grandi la si può constatare anche da vicino. Da noi si annuncia un 2020 con diversi matrimoni, dopo anni di una specie di siccità e non manca il commento di chi pretende essere concreto e restare coi piedi per terra: «Sì, e dopo poco si separano; così complicano solo le cose». Stanno veramente per terra, incapaci di volare e perfino di vedere un po’ più distante. Capita di far notare che ci sono dei giovani che ritornano alla terra dedicandosi all’allevamento, costruendo nuove stalle e praticando colture locali con metodi nuovi. Subito la voce di chi critica i finanziamenti o vede alcuni inconvenienti legati alla ripresa dell’agricol- tura con l’uso delle macchine, spegne l’entusiasmo con il quale andrebbe salutato un fenomeno positivo. Un vero monaco del deserto - Matta’ el Meskin - ha riproposto la vecchia ricetta con la quale posso aiuta- re la nascita del nuovo. Si tratta di accoglierlo nella mia vita, aprendo il piccolo spazio della mia persona e quello del gruppo o famiglia in cui vivo, ai germogli che stanno per nascere, ma sono sotto minaccia di soffocamento. Potrebbe essere il proposito per il nuovo anno da mettere in pratica a partire dal pensiero che desidera conoscere, informarsi e capire, per coinvol- gere immediatamente il linguaggio, ripulito da ogni forma di aggressività o volgarità e arrivare a quelle realizzazioni minime di fraternità che, messe tutte insieme, purificano l’aria e aprono la strada al mondo che nascerà. Con o senza di noi. Luigi Del Favero Lunedì 30 dicembre pre- sidente e consiglieri della Provincia di Belluno hanno tracciato il bilancio del 2019, fissando anche gli obiettivi per il prossimo anno. «Il 2020 ci regala qualche prospettiva in più rispetto al passato, quando la parola d’ordine era stata spending review», ha detto il presiden- te Roberto Padrin. «Infatti, nella nuova legge di bilancio dello Stato c’è una prima in- versione di tendenza: tornano a essere distribuite quelle ri- sorse che prima lo Stato ave- va tagliato. Avremo quindi la possibilità di liberare nuove energie negli investimenti. Da parte nostra l’obietti- vo è di continuare a essere sempre più ente a servizio dei Comuni e del territorio. Anche per questo saranno fondamentali gli Stati Gene- rali della Montagna, in cui il ministro Boccia approfondirà il documento programmatico che gli abbiamo presentato a metà dicembre, corredato dai numeri dello spopolamento bellunese». Circa il 2019 Padrin ha ricordato che «per quanto riguarda le progettazioni da Fondo Comuni di confine, la Provincia ha gestito di- rettamente progetti per 25 milioni di euro», definendo «importantissimi soprattut- to l’Investi Scuola e il Piano di marketing territoriale, che proseguiranno anche in futuro. Ma essenziale è stato anche l’intervento che riguarda il bando di soste- gno ai negozi di vicinato. Se guardiamo alla totalità dei progetti, compresi quelli che hanno soggetti attuatori di- versi dalla Provincia, parlia- mo di 162 milioni di euro dal 2013 a oggi». Sul tema bilancio è interve- nuta la consigliera Serenella Bogana: «Nel 2019 siamo ri- usciti a fare qualcosa di stra- ordinario con i contributi ai Comuni di seconda e terza fascia, che non hanno accesso ai Fondi dei Comuni di confi- ne. Credo che queste risorse vadano ripensate nella loro funzionalità. Sull’edilizia sco- lastica abbiamo intercettato tutti i finanziamenti possibili del Ministero per poter dare sicurezza agli edifici; nel 2019 abbiamo realizzato lavo- ri, tra manutenzione ordina- ria e straordinaria, per circa 2 milioni di euro. Il 2020 sarà l’anno in cui partiranno i la- vori di alcuni grandi progetti approvati nei mesi scorsi». Per quanto riguarda il pa- trimonio, «nel 2019 siamo ri- usciti a portare a conclusione alcune operazioni importan- ti», ha spiegato il consigliere Ivan Minella. «Penso all’ac- cordo con Feltre per Palazzo Bizzarrini, che oggi è in como- dato a servizio del Comune. O alla caserma dei carabinieri di Feltre, data in comodato all’Unione Montana Feltrina per il laboratorio di restau- ro della Fondazione del Me- lograno. Abbiamo portato a termine alienazioni per circa 600mila euro e completato il trasloco dell’ex Provveditora- to; quel palazzo sarà restau- rato e valorizzato all’interno del nostro patrimonio. In più, stiamo portando avanti im- portanti lavori di riqualifica- zione al Centro ittiogenico di Bolzano Bellunese e a Tomo. Il 2020 sarà l’anno giusto per concretizzare il nuovo polo di archivio digitale a servizio dei Comuni e delle nostre so- cietà partecipate». Importanti anche i lavori della Difesa del suolo, in un anno - il 2019 - pesantemente condizionato dalla ricostru- zione post-Vaia oltre che da nuovi episodi di maltempo. «Abbiamo messo in campo opere per circa 10 milioni di euro, nella ricostruzione post- Vaia», ha spiegato il consiglie- re delegato Massimo Borto- luzzi. «Il piano triennale prevede opere da 17 milioni. Nel 2019 sono partiti anche i lavori a Cancia, un’operazio- ne da 4 milioni di euro, che era attesa da anni. L’impre- sa sta lavorando molto velo- cemente e contiamo di poter concludere il primo stralcio entro la fine dell’estate. Per quanto riguarda la Prote- zione Civile, il 2019 è stato l’anno della convenzione con l’Ana Belluno per la gestione del centro operativo della Cal di Limana». Per Caccia e Pesca e Mino- ranze linguistiche «nel 2019 l’amministrazione ha portato a termine l’atto politico più importante che riconosce alla Provincia competenze tolte in precedenza, dando funzioni, personale e risorse su caccia e pesca», ha detto il consigliere Franco De Bon. «Ci stiamo occupando anche della situazione delle mino- ranze linguistiche, perché questo può diventare un te- ma fondamentale per il rico- noscimento della specificità rappresentata dal nostro ter- ritorio». De Bon ha ricordato anche i numeri delle preda- zioni da lupo dell’anno in cor- so (aggiornate al 5 dicembre): 52 attacchi, che hanno causa- to la morte di 45 pecore, 18 agnelli, 1 montone, 10 capre, 1 bovino, 22 asini, 12 daini e 1 cane. Da parte del consigliere Pierluigi Svaluto Ferro, una considerazione finale sulla situazione dell’ente Provin- cia, soprattutto in previsio- ne del 2020. «La normativa in vigore ha creato problemi enormi alla Provincia. Lo vediamo sulle funzioni non fondamentali, dove gli uffici sono in apnea, perché non ci sono le risorse umane suffi- cienti per mandare avanti quello che dovremmo fare. Il passaggio alla Regione del personale delle funzioni non fondamentali è stato dele- terio. L’augurio è che cambi qualcosa nel 2020». Ed. L’Amico del Popolo Srl Direzione, Redazione e Amministrazione 32100 Belluno, Piazza Piloni 11 redazione@amicodelpopolo.it Tel. 0437 940641 Fax 0437 940661 Direttore responsabile: Carlo Arrigoni Recapito di Feltre (aperto solo il sabato): Libreria Religiosa Via Vecellio, 11 32032 Feltre (Tel. 0439 2714) Sito Internet: www.amicodelpopolo.it Abbonamento: annuale € 55,00; biennale: € 98,00; sostenitore € 75,00; benemerito € 85,00; semestrale 35,00 segreteria@amicodelpopolo.it Pubblicità: Piazza Piloni, 11 - Belluno Tel. 0437 940641 pubblicita@amicodelpopolo.it Tariffe: Avvisi commerciali € 20,00 a modulo; Avvisi legali € 0,90 al mm/colonna; Necrologi da € 35,00 C.c. postale 11622321 - IBAN: IT29G0200811910000003779087 Iscrizione Tribunale Belluno n. 2 del 10/12/1948 e al nr. 986 R.O.C Stampa Centro Servizi Editoriali srl, Grisignano di Zocco (Vi) Sped. abb. post. D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, CNS BL Periodicità settimanale L’Amico del Popolo percepisce i contri- buti pubblici all’editoria di cui alla legge 250/90 e, tramite la Fisc (Federazione ita- liana settimanali cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicita- ria) accettando il Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale Ai lettori L’Amico del Popolo srl tratta i dati come previsto dal RE 679/2016, l’informativa completa è dispo- nibile all’indirizzo http://www.amicodelpopolo.it/privacy.html Il Titolare e responsabile del trattamento dei dati raccolti all’atto della sottoscrizione dell’abbona- mento, liberamente conferiti, è il legale rappresentante a cui ci si può rivolgere per i diritti previsti dal Re 679/2016. Questi sono raccolti in una banca dati presso gli uffici di piazza Piloni 11 a Belluno (Tel. 0437 940641). 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Ne è convinto Confartigianato Bel- luno che, tramite una lettera aperta del suo presidente, Claudia Scarzanella, ricorda i temi caldi per il prossimo anno: infrastrutture e gran- di eventi, montagna, spopola- mento, fiscalità di vantaggio, artigianato e turismo, filiera del legno. Le infrastrutture vanno realizzate - sottolinea Scar- zanella - perché antidoto alle difficoltà di collegamento, allo spopolamento, alle difficoltà di spostamento delle persone e delle merci, cause che deter- minano la scelta di abbando- nare la montagna. Una fiscalità di vantaggio per il Bellunese potrebbe rap- presentare uno strumento di attrattività ed essere la chia- ve di volta per ripartire dopo i danni della tempesta Vaia. Per questo - ricorda Scarza- nella - Confartigianato Bellu- no ha coinvolto i parlamentari bellunesi chiedendo una Zes (Zona economica speciale) o almeno di una Zls (Zona lo- gistica semplificata) in esten- sione di quella di Venezia e Polesine. Un altro tema a cui presta- re attenzione è quello della filiera legno perché «di qui passa anche lo sviluppo dei prossimi anni e la sostenibi- lità del nostro territorio - fa presente Scarzanella - me- diante la partecipazione di- retta e attiva al Tavolo nazio- nale presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e l’avvio di una col- laborazione con il Ministero stesso per porre all’attenzione nazionale la creazione di una filiera nazionale. Per Confartigianato va poi anche ricercato un differente approccio al tema “Belluno”: non più come un problema specifico, locale, ma come una serie di problemi condivisi dall’intera montagna italiana («la stessa questione del futu- ro del Nevegàl - fa presente - deve rientrare in un quadro di valutazioni almeno provin- ciale, ma meglio se regionale). Detto dell’impegno di scen- dere in campo come Associa- zione di categoria a sostegno delle imprese artigiane, ini- ziando dall’edilizia e dal turi- smo, Scarzanella informa che per il “sistema casa” Confar- tigianato Belluno avvierà un percorso rivolto alle aziende per aiutarle ad attrezzarsi in vista dei lavori che scatu- riranno dai Mondiali di sci e dalle successive Olimpiadi, magari scegliendo la stra- da delle reti di impresa per partecipare agli appalti, ma anche preparandosi, andando ad approfondire i nuovi spazi che la legislazione recente of- fre con il Piano casa e i crediti edilizi, nonché il sostegno da parte del sistema creditizio. Per il turismo, infine, attra- verso il progetto «Mirabilia» Confartigianato presenterà uno specifico prodotto “turi- smo-artigianato” perché lo strumento del pacchetto uni- co è quello che si dimostra vincente per la “vendita” di un territorio, anche se non è facile realizzarlo. guardando al 2020 I temi caldi di Confartigianato Belluno Attese risposte importanti nel corso dell’anno appena iniziato Claudia Scarzanella, presiden- te di Confartigianato Belluno.

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