L'Amico del Popolo digitale

Agordino Dai nostri paesi 20 L’Amico del Popolo 2 GENNAIO 2020 - N. 1 Ratificata dal Con- siglio comunale di Agordo una delibera di Giunta relativa a una variazione al bi- lancio che prevede fra l’altro lo stanziamento di 20 mila euro per la videosorveglianza con l’installazione di tre telecamere nel centro storico. Si aggiungo- no così alle due che la precedente ammi- nistrazione aveva già posizionato una nei pressi delle scuole in Viale Sommariva e l’altra alla biblioteca di via XXVII aprile. Come ha spiegato a fine Consiglio l’assessore al bi- lancio Claudio Sito: «Andre- mo a installare tre videoca- mere nel centro storico: una in piazzetta Vecchia e la sorveglierà a 360°; la secon- da collocata davanti all’edi- cola in Piazza Libertà; la terza sarà all’angolo del Caffè Dersut e monitorerà piazza Santa Maria e l’im- bocco di via XXVII Aprile. Abbiamo già dato l’incarico per l’acquisto e con l’inizio del nuovo anno provvedere- mo all’installazione». La maggioranza, guidata dal sindaco Roberto Chis- salè, interviene così per far fronte al problema degli at- ti di vandalismo che hanno caratterizzato Agordo nei mesi scorsi. Con la variazione è stato quindi aggiornato il bilan- cio 2019/2021 integrando lo stanziamento di alcuni ca- pitoli di spesa corrente e di investimento per l’importo complessivo di 181.660 euro per l’anno 2019 e di 18.500 euro per l’anno 2020. «Tali incrementi», ha detto Sito, «sono finanziati, per il 2019, con maggiori en- trate per 52.160 euro, con minori spese per 27.500 euro e con l’ap- plicazione di avanzo di amministrazione per 102 mila euro; mentre le maggiori spese per l’esercizio 2020 sono interamente finanzia- te con minori spese». Fra le voci più con- sistenti, oltre a quel- la per la videosorve- glianza, spiccano i 21.400 euro stanziati per le consulenze le- gali. «Sappiamo», ha detto Chissalè, «che è in atto un ricorso per quanto concerne i lavori della ciclabile a Pon- te Alto, per cui abbiamo pre- visto una cifra che potrebbe servire». Altre cifre di rilievo sono state garantite per incarichi di progettazione per la rea- lizzazione di parcheggi fra- zionali e per l’ampliamento di Malga Framónt a fini ri- cettivi-agrituristici (14.500 euro); per un intervento di manutenzione straordina- ria dell’impianto di riscal- damento della scuola media (18.500 euro); per l’acquisto di pc per gli uffici comunali in modo da consentire l’uso di software più aggiornati (17 mila euro). Il consiglio (durante il quale sono stati approvati anche i bilanci di Asca e dell’Azienda speciale Agor- do Servizi) si è chiuso con un commosso ricordo dell’ex consigliere Graziano Ronchi morto il 2 dicembre scorso. AGORDO – Consiglio Comunale, il tavolo della Giunta. agordo - Variazione al bilancio con stanziamento di 20 mila euro Arrivano tre telecamere in centro Il consiglio si è chiuso con il commosso ricordo di Graziano Ronchi agordo Una 93enne in attesa per tre ore e 45 minuti Tempi di attesa sempre lunghi in oculistica a Bel- luno per i pazienti anziani agordini, e per i volontari addetti al trasporto. «O i responsabili del reparto di oculistica sono incapaci di coordinare e programma- re, oppure non hanno alcun rispetto per la dignità di pazienti trattati come pacchi». Non usa mezzi termini Arno Pauletti, uno dei tanti volontari agordini che dedicano ogni giorno il loro tempo agli anziani e ai disabili, non c’è una terza spiegazione possibile di fronte a quanto gli capita di constatare in prima per- sona al reparto di oculistica dell’ospedale di Belluno. È noto che alcune associazioni agordine da anni sono impegnate in particolare nel trasporto degli anziani, impossibilitati ad arrangiarsi con i propri mezzi, verso o da ospedali o ambulatori nei quali de- vono essere visitati o curati. Non era mancato, anche recentemente, da parte del mondo dell’associazioni- smo la denuncia del problema perché, negli anni, il numero di trasporti verso l’ospedale di Belluno era sensibilmente aumentato di pari passo con il continuo taglio dei servizi operato al nosocomio agordino. Cosa non proprio irrilevante sia per i volontari (il cui tem- po è prezioso come quello di tutti), che per gli utenti. Ma i problemi non si fermano qui e Arno Pauletti vuole portare l’attenzione su una situazione che or- mai ha dell’assurdo: «Io faccio il volontario e spesso, in media 2/3 volte alla settimana, trasporto pazienti anziani o disabili da località dell’Agordino ai vari reparti dell’ospedale San Martino di Belluno per delle visite. In quasi tutti i reparti i tempi di attesa per visite o piccoli interventi si sono notevolmente ridotti e sono accettabili. L’unico reparto ancora con tempi lunghissimi è il reparto di oculistica». Pauletti porta quindi due esempi a conferma della sua tesi. «Una signora anziana (93 anni) e disabile con appuntamento alle 9 è rimasta in attesa della visita su una sedia a rotelle per 3 ore e 45 minuti. La visita è poi durata appena 15 minuti». «Stessa cosa», continua, «si è poi verificata per un paziente che, con appuntamento alle 14, ha atteso 2 ore e 40 minuti per una visita durata 10 minuti. È evidente che i tempi di attesa in rapporto ai tempi necessari alle visite hanno dell’inverosimile. A questi tempi dobbiamo poi aggiungere quelli di percorrenza». Ma oltre al disagio recato ai pazienti e ai volontari (che coprono di continuo le mancanze dello Stato e della Regione) c’è anche un altro aspetto: invece che rimanere parcheggiata per 2 o 3 ore a Belluno, l’auto delle associazioni di volontariato potrebbe servire per svolgere altri servizi alla persona in vallata o fuori. «A questo punto», conclude Pauletti, «è chiaro che i casi sono due: o i responsabili del reparto sono inca- paci di coordinare e programmare, oppure non han- no alcun rispetto per la dignità di questi pazienti abbandonati per ore su delle sedie come dei pacchi. Speriamo che la direzione del San Martino riesca, in tempi brevi, se non a risolvere, quantomeno a mi- gliorare questa situazione». la valle Contro la plastica, nella scuola Il principio: «Ciascuno può e deve fare la propria parte» La scuola elementare «don Giacomo Mezzacasa» di La Valle si pone ancora una volta all’attenzione per l’o- riginale percorso didattico che porta avanti con proget- ti sperimentali senza dubbio all’avanguardia. A dimostra- zione che per alunni, mae- stre e genitori l’importante è potersi impegnare in un orizzonte vasto e quello della primaria lavallese ha i colori della cittadinanza attiva e si disegna partendo da questio- ni attuali sollevate dal basso a cui si risponde con il con- tributo di tutti. «Nelle riunioni di inter- classe di inizio anno», dicono le maestre, «assieme ai ge- nitori ci siamo chiesti cosa potessimo fare per evitare, al termine della mensa, di riempire di plastica quei sac- coni enormi che non ci stan- no neanche nei cassonetti». Esempio: se prendiamo il peso di due piatti, un bic- chiere e due posate e li mol- tiplichiamo per le 65 perso- ne che li usano e li gettano quattro giorni a settimana per un intero anno scolasti- co, otteniamo, gram- mo più grammo me- no, circa 3 quintali di plastica. Un peso (non solo fisico) che si può ignorare “perché tanto è così dappertutto” o provare a ridurre “per- ché ciascuno può e deve fare la propria parte”. Alla scuola di La Val- le stanno seguendo la seconda strada, senza aver la presunzione di essere arrivati: «…è un tentativo», afferma una maestra, «un percorso che deve ancora asse- starsi. Vediamo dove approdiamo». Facile intuire la radi- ce del problema, comu- ne a tantissime mense scolastiche. Un piatto per il primo, uno per il secondo, un bicchiere, una forchetta e un col- tello: tutto di plastica, tutto fornito dalla ditta assieme ai pasti. All’in- circa fanno 33 grammi per ogni persona che mangia. A La Valle siedono a tavola dal lunedì al giovedì 61 bambini a cui si aggiungono a rota- zione 4-5 insegnanti. Impensabile usare, in al- ternativa, le stoviglie di ce- ramica perché al momento non ci sono né gli spazi, né il personale per poterle la- vare quotidianamente. Più fattibile è sembrata la pro- posta di dotare il bambino di un kit di plastica dura, da portare ogni giorno a scuo- la e da riportare poi a casa. Ognuno doveva attivarsi personalmente, fatta salva la possibilità di continuare a usare le stoviglie di plastica usa e getta che la ditta che fornisce i pasti continua a garantire. Non è stato im- posto niente a nessuno. Dopo circa tre mesi dall’i- nizio della sperimentazio- ne, superate qualche critica e perplessità iniziali, i ri- sultati sono più che buoni, anche grazie al supporto e alla collaborazione dell’Am- ministrazione comunale che ha in capo la gestione della mensa. Come precisano le mae- stre: «Al momento pratica- mente tutti i bambini han- no aderito alla proposta, chi viene con un kit richiudibile ermeticamente, chi con altri sistemi, qualcuno ha fatto uso di piatti biodegradabili. Tutti, comunque, avevano già una stoviglia utile allo scopo: la tazza che aveva- no ricevuto in omaggio lo scorso anno da LatteBusche nell’ambito della campagna “Più latte a scuola”». Così alla fine di ogni pran- zo i piatti vengono puliti e ri- portati a casa dove saranno lavati in maniera più accu- rata e preparati per il gior- no successivo e al momento sembra proprio senza alcun problema. «L’obiettivo nostro e dei genitori», concludono le mae- stre, «era quello di fare qual- cosa che avesse una ricaduta, di andare oltre le chiacchiere e gli slogan sull’abuso della plastica. Certo: è un’attività che richiede impegno da par- te dei ragazzi e delle fami- glie in quanto devono pulire ogni giorno il proprio kit e poi ricordarsi di portarlo a scuola. Ma è anche un modo per tarare le nostre priorità, individuali e collettive, e per renderci consapevoli che col piccolo contributo di ciascu- no si possono ottenere risul- tati considerevoli». LA VALLE – L’esempio di un kit di plastica dura usato dagli alunni per il pranzo alla mensa delle ele- mentari. Taibon, in dono la «panchina rossa» Un altro significativo ge- sto di senso civico da parte del Consiglio comunale dei ragazzi di Taibon che, nel corso del brindisi di Natale svoltosi nella sala consiglia- re del municipio, ha donato alla comunità locale «Una panchina rossa itinerante che contribuisca a rendere la nostra società sempre più civile». Il gruppo, coordinato da Silvano Locatello e Leila Zas Friz in collaborazione con le maestre Armanda Molin Pradel e Alessandra Rossi e l’amministrazione comu- nale, ha lavorato in questi mesi nell’approfondimento di un argomento delicato e, purtroppo, ancora di attua- lità: la violenza sulle donne. Era loro intenzione di presentare il risultato del lavoro il 25 novembre, gior- nata internazionale contro la violenza sulle donne, ma l’appuntamento è slittato al- la vigilia delle feste. «È una panchina rossa come il Natale», ha detto il sindaco Silvia Tormen nel presentare l’iniziativa da- vanti a un numeroso pub- blico formato dai consiglieri comunali, dai dipendenti, da tanti rappresentanti delle associazioni del paese, «che va però oltre il significato del Natale. Il tema della violenza sulle donne è stato proposto ai ragazzi a inizio anno scolastico assieme a quello dei cambiamenti cli- matici. Sarà un oggetto iti- nerante che verrà portato di frazione in frazione affinché tutti, guardandola, possano capire cosa significa. Che sia di buon auspicio per il futu- ro e che renda più civile la società». «Dimentichiamoci della violenza, ricordiamo che il rispetto è armonia», questa la frase che i ragazzi del consiglio comunale hanno scritto sulla panchina. Lo- ro, però, ne hanno lette mol- te altre sulle donne, sul no alla violenza, sulla parità dei sessi, sull’importanza di comportamenti corretti e positivi. Frasi che hanno preparato nelle settimane scorse dopo aver riflettuto a lungo sull’argomento e che dimostrano una volta di più come anche i temi più complessi possono essere af- frontati con i bambini e dai bambini. Emozionante quindi il momento in cui, dopo la let- tura della poesia «A tutte le donne» di Alda Merini, il giovane Matteo, accompa- gnato alla chitarra da Re- nato, ha cantato «The wind of change» degli Scorpions, un brano che parla del cam- biamento con protagonisti anche i bambini.

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