L'Amico del Popolo digitale

Cultura L’Amico del Popolo 2 gennaio 2020 - N. 1 29 erevan la presentazione nella pinacoteca nazionale L’Armenia prende coscienza dei suoi affreschi La restauratrice feltrina Lamoureux firma un libro di 330 pagine e 701 foto La raffigurazione del Natale è centrale nell’arte sacra e si basava non so- lo sul racconto dei vangeli ma anche su narrazioni apocrife. Tra le tante im- magini della nostra diocesi, nell’antica chiesetta di San- ta Margherita a Salagona, località di Laggio di Cado- re, incontriamo una scena della Natività che si ispira a modelli dell’iconografia bizantina. Obiettivo princi- pale dell’arte sacra, per la cultura religiosa bizantina, era quello di rappresenta- re - attraverso forme visi- bili - l’invisibile, il legame con l’aldilà, e le immagini diventavano una «finestra» aperta verso l’infinito, verso la dimensione dello spirito. A causa degli stretti contatti tra Venezia e Costantinopo- li, il lessico pittorico di into- nazione bizantina persiste nella pittura veneziana e ve- neta fino al XIII-XIV secolo. L’interno della piccola chie- sa, costruita nel Duecento, si caratterizza per un ciclo di affreschi eseguiti tra XIII e XIV secolo da un pittore il cui linguaggio è ancora sen- sibile alla pittura bizantina. La scena della Natività riunisce vari episodi e per- sonaggi. L’ambientazione è essenziale, fatta di rocce e alberelli stilizzati. Al centro campeggia la figura di Ma- ria: di dimensioni maggio- ri, è distesa in una sorta di bozzolo, avvolta in un man- to rosso e amorevolmente mette una mano sopra la tesTa di Gesù. Il Bambino è fasciato come un morto e deposto in una mangiatoia- sepolcro, anticipazione della futura passione. L’asino e il bue non vengono nominati nei vangeli: la loro presenza fa riferimento al passo del profeta Isaia che dice: «il bue conosce il suo proprietario e l’asino la mangiatoia del suo padrone, mentre Israele non conosce, il mio popolo non comprende» (Is 1,3). Questi animali, al contrario del po- polo, sanno a chi apparten- gono e diventano simbolo di accoglienza umile e disponi- bile. Inoltre, nella teologia cattolica, i Padri della Chie- sa vedevano in questi ani- mali il simbolo della presen- za di tutti i popoli davanti al Messia: il bue rappresenta il popolo eletto, in quanto ani- male puro secondo la legge; l’asino i pagani, in quanto considerato animale impu- ro. In primo piano due an- celle lavano il bambino, già laggio nella chiesa di santa margherita di salagona L’arte bizantina in Cadore per la scena della Natività La grotta di Betlemme anticipa il sepolcro con la Risurrezione e il lavaggio del neonato è segno del Battesimo un po’ cresciutello, in una vasca la cui forma ricorda un fonte battesimale: il ba- gno di Gesù dopo la nascita è stato infatti interpretato come un rimando al batte- simo. Una delle due levatri- ci, Anastasia, ha l’aureola e simboleggia la fede, perché ha creduto che quel neonato è figlio di Dio; l’altra, inve- ce, ne è priva e rappresenta l’umanità incredula: secon- do un racconto apocrifo, la donna avrebbe dubitato della verginità di Maria e la sua mano si sarebbe ina- ridita e paralizzata. Dalla montagna si affacciano due angeli, uno dei quali annun- cia ai pastori la nascita del Salvatore. Immagine del tutto simile, ma in questo caso è presente san Giusep- pe pensieroso, è il riquadro della Natività nella chiesa di Santa Caterina di Ponte nelle Alpi, del medesimo pe- riodo. Giorgio Reolon SANTA MARGHERITA DI SALAGONA - La natività bizantina, eseguita tra il XIII e il XIV secolo (particolare). FALCADE - Musica in memoria di Moro Primo premio non assegnato al concorso di composizione Come le linee delle scul- ture di Dante Moro (1933- 2009), così profonde, so- gnanti e slanciate verso l’alto saranno le melodie nel grande concerto sinfo- nico del prossimo 3 genna- io, con l’orchestra Dolomiti Symphonia, diretta da Delio Cassetta, e Silvia Tessari al pianoforte nella chiesa par- rocchiale di Falcade. La musica classica del Romanticismo europeo sa- rà protagonista, con il medi- tativo e affettuoso concerto di Robert Schumann (1810- 1856), a volte ruvido e im- provvisamente grandioso. L’organico è molto ampio, con timpani, f lauti, oboi, clarinetti, fagotti, trombe, archi, e naturalmente il pianoforte, che si esprime con tinte ora virtuosistiche, ora cantabili. Ci sarà spazio anche (e soprattutto) per la premiazione della terza edizione del concorso inter- nazionale di composizione Dante Moro. Questo concorso nasce tre anni fa da un’idea della pia- nista Silvia Tessari: trovare un punto di congiunzione tra nuova musica sinfonica e scultura: raccontare grazie al linguaggio della compo- sizione quello che si prova davanti al legno dell’opera d’arte di Moro. L’idea è da subito apparsa in controten- denza rispetto al panorama contemporaneo: puntare su musica “forte”, nuova, che possa dar voce ai giova- ni compositori, che possa aiutarli nella crescita del- la carriera. Un unicum in provincia di Belluno e, così come è strutturato, anche nel panorama nazionale. Quest’anno hanno con- corso compositori da tutta Italia (da Napoli a Gorizia), dagli Stati Uniti e dalla Re- pubblica Ceca. A far parte della giuria internazionale sono stati chiamati sette Maestri (Paolo Troncon, presidente, Claudio Scan- navini, Nicola Straffelini, Mario Pagotto, composito- ri e docenti di conservato- ri italiani, Dušan Bavdek dell’Accademia di Lubjana, Delio Cassetta direttore d’orchestra, oltre alla piani- sta Silvia Tessari, direttrice artistica). La graduatoria finale è stata resa pubblica il 7 di- cembre. Il primo premio non è stato assegnato (nell’ottica di un concorso che mira non a scegliere semplicemente la miglior partitura rice- vuta, ma a premiare uno standard di assoluta eccel- lenza). Per le qualità molto buone sono però stati asse- gnati due secondi premi: al pisano Gabriele Caselli, che ha tratto ispirazione dalla scultura “La fanciulla che sorride” di Moro, e a Maria Beatrice Orlando, di Gori- zia, con “Ragazza nel vento”. Entrambe le composizioni si potranno ascoltare in prima assoluta mondiale nel con- certo del 3 gennaio a Falca- de, durante il quale avverrà anche la premiazione. Una menzione speciale è stata inoltre assegnata al vero- nese Michael Romio, con il brano Riposo in Egitto. Una novità del concerto di quest’anno: tra gli arti- sti, introdotti dalla voce di Giovanni Soppelsa, ci sarà anche il noto attore Stefa- no Fregni, che interpreterà dei brevi monologhi scritti da lui. Si ringraziano fin d’ora i numerosi sostenitori dell’e- vento: la famiglia Vannini in primis, ideatrice del con- certo, le famiglie Faggion, Chiereghin e Fol, la Cassa Rurale Dolomiti di Fassa, Primiero e Belluno, la Coo- perativa di consumo, l’hotel Stella Alpina, il gruppo al- pini di Falcade, la Ski Area San Pellegrino, l’oreficeria Fontanive, Renault Dal Pont, Bim Piave. Grazie al- la parrocchia di Falcade per l’ospitalità. Il concerto gode del patrocinio del Comune di Falcade, della Provincia di Belluno e della Regione Veneto. L’inizio è alle ore 21, ad ingresso libero. Di solito la restauratrice feltrina Christine Lamou- reux si reca in Armenia du- rante l’estate per restaurare affreschi delle chiese che lì si trovano. Pochi giorni fa invece è partita in pieno inverno per presentare nel- la capitale Erevan il libro «Restauro degli affreschi in alcune chiese armene del primo cristianesimo». Il 17 dicembre nella Pi- nacoteca Nazionale Lamou- reux e l’architetto armeno Paolo Ara’ Zarian, presen- te la presidente della Fon- dazione «Victoria», Gajane Georgian, hanno esposto quello che si può definire il riassunto del loro lavoro dal 2011 fino ai giorni nostri. Zarian, nato in Italia, è vissuto dai 7 anni in poi in Armenia, dove si è laureato in architettura e restauro e lavorato per 10 anni prima di tornare in Italia. Profon- do conoscitore della storia della sua patria, dopo aver coinvolta la Lamoureux durante un viaggio in quel paese, da allora ha iniziato a collaborare con lei durante le sue trasferte e a organiz- zarne l’attività. In tal modo è stato possibile promuove- re restauri già in 6 chiese mentre altre 6 del VII e XII secolo sono state visitate per valutare la possibilità di in- tervenire in futuro. Il libro, di 330 pagine e corredato da 701 fotografie, raccoglie dati storici, descri- ve singoli edifici dal punto di vista architettonico e dell’ambiente nel quale sor- gono, illustra gli interventi attuati, l’origine dei motivi rappresentati, i personaggi sacri e profani che vi appa- iono, le tecniche di pulitura, consolidamento, stuccatura e restauro. È quindi un volume fonda- mentale e scientificamente articolato per la compren- sione attuale dei monumen- ti religiosi armeni. Concetto ben colto dal direttore del- la Facoltà di studi armeni dell’Università di Aix En Provence, Patrick Donabe- dian, cui si deve una inci- siva e accurata prefazione. A proposito della restau- ratrice, egli scrive fra l’altro che «è una maga che com- pie miracoli. Estremamente rigorosa, con una esigenza esemplare, rispettando con molta coscienza le regole della sua professione, è in grado di ridare vita e fascino agli affreschi quasi comple- tamente spariti, solamente pulendoli, consolidandoli e completandoli parzialmen- te. Di Arà Zarian sottolinea invece il ruolo la lui assolto in questa operazione di re- cupero di un immenso pa- trimonio artistico, storico e culturale: «si tratta di un vero uomo-orchestra che se- gue i numerosi compiti am- ministrativi, organizzativi, logistici e complessi lavori tecnici...». Insomma due per- sonalità che hanno dato pro- va di «dedizione eccezionale e di grande professionalità». Nel libro interessanti ri- sultano alcune considerazio- ni, come il fatto che le chiese più antiche, che risalgono ai VI e VII secolo, scelgono nelle visioni che abbellisco- no volte, absidi e pareti, te- mi del Vecchio Testamento, mentre dal Mille compaio- no scene e personaggi del Nuovo Testamento: Maria, Giovanni Battista, oltre a Cristo sempre trionfante e mai crocifisso. Si può parlare anche di una scoperta vera e propria: nelle absidi delle chiese più antiche emerge, dove l’in- tonaco è caduto e a grande altezza dal suolo, una de- corazione in rosso bianco e qualche tocco di azzurro. Essa ha un aspetto geo- metrico e fa pensare a una segnatura di consacrazione dell’edificio eseguita con fa- tica e precisione a grande altezza, come detto, e pur sapendo che poi sarebbe stata ricoperta da intonaco. Un dono per Dio. Si può parlare di una no- vità, anche se antica di seco- li, riferita alla prima forma religiosa cristiana poi evolu- tasi in altre manifestazioni. Lamoureux e Zarian hanno potuto formulare tale ipotesi dopo anni di ricerche e com- parazioni delle varie chiese. Il testo è scritto in armeno e in inglese mentre l’intro- duzione del professor Pa- trick Donabedian è scritta anche in francese e italiano. Non è fuori luogo immagi- nare che il libro è destinato a suscitare grande interesse tra gli studiosi di un mondo lontano che riconobbe la re- ligione cristiana come reli- gione di Stato prima di ogni altro luogo al mondo. Anzi forse potrebbe essere una miniera di raffronti e di spunti anche per coloro che studiano la storia del cristianesimo e che forse fi- nora non hanno tenuto ben conto di questa civiltà. Giuditta Guiotto EREVAN (ARMENIA) - Le persone intervenute alla presenta- zione del libro di Christine Lamoureux e Paolo Ara’ Zarian il 17 dicembre scorso. Giovani band reinterpretano la Classica 30mila euro in palio da Cariverona Prende forma il concorso «Music 4 the Next Generation», un’iniziativa che intende promuovere un approccio di in- terpretazione della tradizione musicale classica alla luce delle sensibilità contem- poranee. Ogni band è chiamata a riela- borare tematica, armonica e ritmica di grandi classici: i gruppi possono scegliere tra Terzo movimento da l’Estate di Vival- di, Aria dalla Terza Suite di Bach e Ada- gio dal Concerto per oboe di Marcello. E ancora «La follia» di Geminiani, «Lascia ch’io pianga» di Haendel, e molti altri. Sono ammessi al concorso «Music 4 the Next Generation» gruppi e band formati da un minimo di due componenti, senza limiti di genere musicale, ma l’età media non può superare i 35 anni e la maggior parte dei componenti deve essere residen- ti o domiciliata in Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, provincia di Mantova e Marche. È necessario iscri- versi sul sito del concorso www.m4ng.it fino alla mezzanotte del 29 marzo. Primo premio di 10mila euro lordi e 5 mila euro lordi per i quattro secondi classificati.

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