L'Amico del Popolo digitale

5 L’Amico del Popolo 2 GENNAIO 2020 - N. 1 Chiesa locale Attività diocesane Diario del Vescovo GIOVEDÌ 2 – SABATO 4: partecipa al XXX Corso di aggiornamento Ati «Il prete: il suo ministero, le sue relazioni» (Roma - Villa Aurelia). LUNEDÌ 6: presiede la s. Messa nella solennità dell’E- pifania (Cattedrale, ore 18,30). MERCOLEDÌ 8: incontra l’équipe di pastorale della famiglia (ore 18). GIOVEDÌ 9: presiede il Coordinamento degli Uffici di pastorale (Centro «Giovanni XXIII» - sala «Cappello», ore 17.30). VENERDÌ 10: incontra i seminaristi (ore 9,30). SABATO 11: presiede la Santa Messa di immissione del nuovo parroco (Faller di Sovramonte, ore 16). DOMENICA 12: presiede la Santa Messa di immis- sione del nuovo parroco (Feltre - Concattedrale, ore 16). Basilica Santuario dei santi Vittore e Corona Nella basilica santuario dei santi Vittore e Corona, lunedì 6 gennaio alle 15 è previsto il ricordo con una preghiera di suffragio dello storico rettore monsignor Giulio Gaio e di tutti i benefattori defunti della strut- tura. Quest’anno l’Ensemble Claviére diretto da Elena Modena, con Caterina Chiarcos, Elena Modena, Anna Passarini voci, Ilario Gregoletto all’organo e strumenti medievali offrirà una gradevole Messa Concertata Nella Festa solenne a conclusione del Natale, la festa dei Re, la festa della luce, la musica sacra ha un ruolo di evidente sottolineatura dei temi legati al Tempo della nascita. Il percorso dei Magi da Oriente è simbolo del cammino ma anche dell’incontro cui l’uomo è destinato, già preparato dall’annucio dato dall’angelo ai pastori. Nell’arco dei secoli in cui la produzione musicale si è consolidata in Occidente, dando vita prima alla mono- dia, poi alla polifonia, canti di stupore e gioia hanno accompagnato l’apparizione della stella, suscitando, nel contemplare, il silenzio di un ascolto fra i più intensi e interiori, che rivive il Natale nella sua strordinarietà. Il programma che sarà eseguito andrà dal Cantate Domino di Claudio Monteverdi a canti presi dal Codex Las Huelgas, a canti gregoriani o in latino di Heinrich Schutz e dal Laudario di Cortona. Derattizzazione - Disinfestazione - Rimozione nidi vespe e calabroni Feltre, teologia per tutti Riprende la scuola La Scuola di formazione teologica di Feltre ri- prende, presso il Seminario vescovile, mercoledì 8 gennaio prossimo alle 9 per il secondo periodo, che si concluderà il 18 marzo. In questi mesi, Ivana Faramondi terrà un corso su «Il dialogo interreligio- so oggi». Il direttore monsignor Sergio Dalla Rosa continuerà la trattazione del «Servizio della chiesa» iniziato nel primo periodo. Franco Zambotto invece tratterà il tema della morale della vita, con parti- colare attenzione all’attualissimo problema del fine vita. Per frequentare la scuola non è richiesto alcun titolo di studio, ma è necessario possedere una cer- ta base culturale e impegnarsi alla frequenza, nei limiti del possibile. Si può frequentare la seconda parte dell’anno, anche se non si è stati presenti nella prima perché i temi sono diversi. Per informazioni ci si può rivolgere al direttore: cellulare 346.87.68.964. liturgia pastorale Dal Signore che viene al Signore che si manifesta: l’Epifania centro papa luciani - Riunione col Vescovo, messaggio del Consiglio pastorale I sindaci: «continuiamo a incontrarci» In apertura una relazione di don Ottone sui simboli di Babele e Gerusalemme Dopo la celebrazione della solennità di Maria santissi- ma Madre di Dio i cristiani sono chiamati a celebrare l’Epifania e il Battesimo del Signore. Le chiamiamo con una espressione partico- lare: «feste epifaniche». Nel calendario liturgico della Chiesa di rito romano que- ste celebrazioni si collocano dopo l’ottava di Natale (l’1 gennaio, solennità di Maria santissima, madre di Dio). Il 6 gennaio è giorno fissa- to ogni anno per l’Epifania, mentre la festa del «Battesi- mo del Signore» si celebra la domenica dopo il 6 gennaio. Nel duemilaventi ricorre il 12 gennaio. La festa dell’Epifania ha origini orientali ed è ante- cedente al Natale, festa di origine occidentale. È da ricordare che centro della espressione «orientale» sono Alessandria d’Egitto e Ge- rusalemme, mentre l’espres- sione «occidentale» ha come riferimento centrale Roma. In Oriente la espressione «Epifania» è stato un ter- mine antico per indicare il Natale del Signore, cioè la sua «manifestazione nella carne». È noto come l’espres- sione «epifania» esprime il concetto di manifestazione e apparizione. In una lettura più completa il termine può indicare anche il significato di «venuta». In ambito anti- co il termine veniva usato non solo in riferimento alla divinità che appare, ma an- che al sovrano che viene al suo popolo. Fin dal secolo se- condo l’Epifania del Signore oltre che alla sua nascita è collegata al Battesimo al Giordano, dove è avvenuta la «manifestazione» e l’in- vestitura divina di Gesù, Figlio e inviato del Padre. l’Epifania Nell’evoluzione storica del calendario liturgico c’è stato quello che possiamo definire lo sdoppiamento o caratte- rizzazione delle feste della manifestazione del Signore. Consolidato il Natale come festa della Nascita (in sosti- tuzione della festa pagana del solstizio d’inverno), la ce- lebrazione della Epifania è stata caratterizzata come la rivelazione di Gesù al mon- do pagano, rappresentata dall’episodio della venuta e dell’adorazione dei Magi. Nello stesso tempo ven- gono collegati altri due epi- sodi che esprimono manife- stazioni-epifanie di Gesù: il Battesimo al Giordano e il miracolo delle nozze di Cana. Questi collegamenti sono ricordati nella antifo- na dei secondi Vespri della Epifania. L’antifona al Ma- gnificat si esprime cosi: «Tre prodigi celebriamo in questo santo giorno: oggi la stella ha guidato i magi al prese- pio, oggi l’acqua è cambiata in vino alle nozze, oggi Cri- sto è battezzato da Giovanni nel Giordano per la nostra salvezza, alleluia» Sono espressioni che richiamano le epifanie del Signore Gesù collegandole a epi sod i narrati dai Vangeli. La data del 6 genna io è collegata al giorno che segna l’au- mento della luce, dopo il solstizio d ’ i nve r no , a nc he i n Oriente fissato nella data del 25 dicembre. I testi Il Vangelo di Matteo che viene letto in questo giorno, ricorda il noto episodio della venuta dei Magi a Betlemme e il loro incontro, nonostan- te le difficoltà, con il nato Messia. Questa rivelazione del Messia a tutte le genti è il tema che caratterizza la celebrazione liturgica e dà significato anche alle altre due letture previste dalla Liturgia della Parola. I te- sti proclamati sono presi dal profeta Isaia (Is 60,1-6) la prima lettura, e dalla let- tera agli Efesini la seconda (Ef.3,2-3a.5-6). L’universali- smo del dono della salvezza realizzato con la venuta di Cristo è richiamato chiara- mente anche dal ritornello del Salmo responsoriale: «Ti adoreranno Signore, tutti i popoli della terra». Per noi concetto familiare, annun- cio sconvolgente per il popo- lo eletto. Il Battesimo del Signore Anche questa festa vie- ne considerata epifanica. È una festa che celebra la manifestazione del Signore. Gli evangelisti collocano l’e- pisodio all’inizio della Mis- sione di Gesù. Il Battesimo predica da Giovanni era un segno di penitenza. Gesù si assoggetta al rito, fratello in umanità, anche se non nel peccato. In quel momento avviene la sua manifesta- z ione - c on- sac razione come Mes- sia-Figlio di Dio. Il Vange- lo racconta, secondo i dettagli di ognuno dei S i n o t t i c i , l ’ep i s o d i o . Ne l l ’ a n n o c o r r e n t e l’evangelista del racconto è Matteo. La prima lettu- ra (Isaia 42,1-4.6-7) è un richiamo al «servo del Si- gnore» che ha la missione di annunciare la salvezza ai popoli. Dal libro degli Atti degli Apostoli (10,34- 38) viene presa la seconda lettura. L’Apostolo Pietro in una sintesi da annunciare percorre gli inizi del vange- lo, l’annuncio della salvezza manifestata da Cristo Gesù, Figlio di Dio. Giuliano Follin Nella festa del Battesimo di Gesù si celebra l’inizio dell’annuncio del Vangelo Il vescovo Renato Maran- goni e il Consiglio pastorale diocesano hanno invitato al Centro «Papa Luciani» di Col Cumano i sindaci dei Comuni il cui territorio in- siste nella diocesi di Bellu- no-Feltre per un momento di incontro, in un clima di cordialità e familiarità, per offrire un tempo di riflessio- ne, non dedicato a problemi amministrativi o di strate- gia politica, quanto agli at- teggiamenti e prospettive di fondo da assumere nella vita delle nostre comunità. Stefano Perale, direttore dell’Ufficio di pastorale so- ciale e del lavoro, ha aperto e coordinato gli interventi della mattinata. Don Rinaldo Ottone, do- cente di teologia fondamen- tale, ha quindi proposto un approfondimento, parten- do da un discorso di papa Francesco rivolto ai Sindaci dell’Anci (Associazione na- zionale Comuni italiani) il 30 settembre 2017, in cui si faceva riferimento a due di- verse città: Babele, «simbolo di confusione e smarrimen- to, di presunzione e divisio- ne» e la «nuova Gerusalem- me», un luogo in cui si entra per «generare relazioni di fraternità e comunione». Lo stimolante intervento ha cercato di dimostrare la tesi che l’uomo, per sua intima natura, è portato a collaborare e a cooperare: a questa capacità è legato il suo successo evolutivo. A questo intervento è se- guito un confronto libero e uno scambio di opinioni fra i 21 amministratori presenti, che hanno risposto in modo variegato alle sollecitazioni ricevute, sottolineando l’ap- prezzamento per l’iniziativa e la necessità di riproporre questo tipo di momento for- mativo. Nel momento finale, il vescovo Renato, a nome del Consiglio pastorale dio- cesano, ha offerto una let- tera che si conclude con un invito che è più di un auspi- cio: «Camminiamo insieme», per pensare il futuro delle nostre comunità, nel rispet- to delle singole specificità e delle diverse competenze, per cercare di rispondere ai bisogni sia di tipo materiale che spirituale delle persone che abitano le nostre città e paesi. Francesco Laveder COL CUMANO - Gli amministratori presenti all’incontro con il vescovo Renato Marangoni . belluno incontro sulla siria al «lollino» BELLUNO - Flavia Chevallard, respon- sabile del progetto «Ospedali aperti» in Siria ha presentato la sua attività, nella parrocchia di Loreto e alle scuole «Ricci» martedì 17 dicembre e al liceo «Lollino» mercoledì 18. 6mila e 500 le persone fi- nora curate in una situazione, ha detto la Chevallard, dimen- ticata dai media ma ancora tragica.

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