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Martedì 5 dicembre 2017

Cadore, tre Comuni in rete per l’archeologia a sviluppo del territorio






La lamina di Lagole: il museo archeologico di Pieve di Cadore coinvolgerà gli studenti del classico di San Vito nell’apprendimento della storia antica.

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Con la condivisione di un Protocollo d’intesa con le tre Amministrazioni comunali interessate e la presentazione ufficiale dell’iniziativa agli studenti e agli insegnanti del liceo di San Vito di Cadore ha preso ufficialmente il via il progetto «Dall’antichità al museo». Esso nasce da un’attenta analisi del settore museale e culturale locale condotto dalla Magnifica comunità di Cadore e dalla rete museale Cadore Dolomiti, dove si evidenzia il crescente interesse in ambito archeologico, sia da parte di ricercatori e delle scolaresche locali, che da parte dei turisti che visitano i musei e i relativi siti di riferimento; da ciò è emersa la necessità di costruire una relazione fruttuosa con tutte le realtà locali per incentivare la crescita di giovani risorse che, nell’immediato futuro, potranno collaborare nella gestione del settore. In questo modo la Magnifica comunità di Cadore, i comuni di Auronzo, Calalzo e Selva in stretta collaborazione con la Soprintendenza archeologica del Veneto e con la cooperazione del Gruppo archeologico cadorino hanno sviluppato nei mesi scorsi questo progetto archeologico di sviluppo territoriale, che è stato poi sostenuto da un contributo della Fondazione Cariverona, sempre attenta alle attività culturali che si sviluppano in rete. Il progetto si articola su un piano didattico ben definito con il liceo classico di San Vito di Cadore e può rappresentare un progetto pilota nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, da replicare anche con altri istituti, nel futuro prossimo. Gli studenti coinvolti saranno guidati in un percorso di apprendimento della storia antica del Cadore con delle lezioni frontali in ambito scolastico, con la loro partecipazione attiva alla vita dei tre musei a carattere archeologico del Cadore: il Museo archeologico cadorino di Pieve, il museo «Vittorino Cazzetta» di Selva e il museo Palazzo Corte Metto di Auronzo. Una parte importante sarà poi indirizzata alla conoscenza dei siti archeologici locali, collocati nello straordinario scenario naturalistico di Lagole, Mondeval e monte Calvario e allo sviluppo di eventi di approfondimento dove i ragazzi stessi saranno i protagonisti. «È un progetto ambizioso, condiviso con la Soprintendenza, che vede l’essenziale collaborazione di tre Amministrazioni comunali oltre all’indispensabile affiancamento dei volontari del Gruppo Archeologica Cadorino», afferma il presidente Bortolot, «una iniziativa tanto urgente quanto necessaria per creare fin da subito un futuro e un interesse degli studenti locali nei confronti della nostra terra. Abbiamo bisogno di avvicinare i giovani, anche per incoraggiarli a essere protagonisti attivi dello scenario culturale locale. Alcuni di loro saranno la classe dirigente del Cadore di domani e dobbiamo aiutarli a prepararsi per affrontare al meglio le scelte che saranno chiamati a fare. Nello stesso tempo ci aspettiamo fin da subito idee e proposte innovative che possano migliorare il nostro approccio nei confronti dei musei, dei reperti che conservano, nella lettura dello straordinario territorio patrimonio dell’Unesco. Un ringraziamento va alla Soprintendenza archeologica di Padova e in particolare al funzionario responsabile della nostra zona, dr. ssa Carla Pirazzini, che ha condiviso e approvato la proposta progettuale e al Consigliere della Fondazione Cariverona, avv. Roberto Granzotto, che in questi mesi ha avvallato la proposta progettuale creando i presupposti per ottenere un importante sostegno economico».


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