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Giovedì 11 gennaio 2018

Marco, bellunese in Germania: «La qualità attira la gente»






Bellunoradici.net ha diffuso l’intervista a Marco Vedana, fondatore di una galleria d’arte a Mannheim.

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La community di Bellunoradici.net, che fa capo all’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha intervistato il giovane di origine bellunese Marco Luigi Vedana: 32 anni, nato a Mannheim, dopo aver frequentato le scuole in Germania Marco si è trasferito a Milano per studiare fotografia presso l’Istituto Italiano di Fotografia per poi tornare in Germania. È fondatore della galleria d’arte Raw a Mannheim e proprietario del Bar Rawbusta dentro la galleria. Da qui segue i suoi progetti fotografici e organizza mostre ed eventi con altri artisti.

Che legame hai con Belluno?
«Mio padre, di origine bellunese, lasciò l’Italia a 19 anni per lavorare in Germania. Raggiunta l’età pensionabile è tornato nel 2011 a Belluno. Praticamente ho trascorso quasi ogni periodo di vacanza a Camolino, comune di Sospirolo, a casa dei miei nonni passando bellissimi periodi della mia infanzia. Anche oggi ritorno di tanto in tanto per tenere vivo questo legame che è molto importante per me perché mi sento sorprendentemente a casa in quel posto. Anche dal punto di vista fotografico seguo tanti progetti per le mie mostre in Germania: le strutture del Cordevole e della Valle del Mis, le architetture di Scarpa, Michelucci e Palladio, l’arte di Murer e Corona oppure la storia del Vajont. Sia nel Bellunese che nelle vicinanze. Tutte cose che mi ispirano molto».

Secondo te che progetti potrebbe realizzare l’Associazione Bellunesi nel Mondo per i bellunesi di seconda generazione di cui tu fai parte?
«Un progetto molto importante l’avete già realizzato con Bellunoradici.net. Anche se tramite i social network la comunicazione diventa molto più facile, purtroppo si perde anche in un mare di contatti e contenuti che scorrono troppo velocemente. Bellunoradici.net è un posto dove mi posso concentrare sull’argomento e curare il legame con le mie origini bellunesi. Partendo dal nuovo sito aspetterei che si riempia di contatti per poi organizzare eventi che associano la gente nelle vicinanze. Magari cose semplici come delle cene o delle gite. Basta anche sentire parlare il dialetto bellunese per sentirsi vicino. Ormai son passati più di cinque anni che non leggo "Bellunesi nel mondo" e sono curioso di vedere com’è cambiato. All’epoca pensavo che poteva reggere un pizzico di modernità. Personalmente mi interessano molto gli artisti di origine bellunese».

Vista da fuori quali sono secondo te i pregi e difetti della provincia di Belluno?
«Da fuori si nota che tanti giovani lasciano la Provincia per gli studi o per lavoro e poi magari non tornano più. Questo è un peccato. Secondo me ci dovrebbero essere più punti di riferimento di qualità elevata. Tipo il Nuovo Spazio di Casso oppure la "Fabrica" di Luciano Benetton a Catena di Villorba (Treviso). Non sono proprio posti centrali, ma la loro qualità attira la gente. Così può andare anche nella Provincia di Belluno. Un grande difetto è quello che si combina con i patrimoni naturalistici tipo gli avvenimenti nella Valle del Mis riferito alla centrale idroelettrica. I pregi sono senz’altro la ricchezza di tradizioni locali e la semplicità del vivere, le montagne e il paesaggio naturalistico una cosa che devo ancora scoprire profondamente».


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