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Sabato 24 febbraio 2018

Belluno, in piazza contro il nuovo elettrodotto






Manifestata la volontà di ricorrere contro l’approvazione del tracciato predisposto da Terna al fine di bloccare l’attuale progetto e chiedere l’interramento totale della linea.

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Si è svolta a Belluno, nella mattinata di oggi, sabato 24 febbraio, l’annunciata manifestazione di piazza promossa dai Comitati che si oppongono al progetto predisposto da Terna per il nuovo elettrodotto nella media valle del Piave (da Perarolo a Belluno), chiedendone il totale interramento e contestando invece la recente approvazione del Governo, pur accompagnata da varie prescrizioni rispetto a quanto previsto da Terna.

Il corteo dei manifestanti, mentre procedeva dalla Stazione ferroviaria a Piazza dei Martiri, è stato accompagnato dalle parole di Gianni Pastella che, a nome dei Comitati, ha spiegato che non si tratta di un’opposizione all’elettrodotto in sé, ma al modo in cui è stato progettato, chiedendone il completo interramento e minacciando di fare ricorso contro l’approvazione del progetto se questo non verrà ritirato dal momento che i Comitati sono decisi a fare il possibile per evitare quello che ritengono uno scempio del territorio.

Da Pastella è giunta anche forte la richiesta di un sostegno da parte dei Comuni, invitandoli ad essere uniti in questa battaglia, come si sono uniti i Comitati, anche con quelli di altre parti del Veneto interessati dalla stessa problematica (alla manifestazione hanno preso parte anche due rappresentanze provenienti da Volpago del Montello e dalla Riviera del Brenta).

Da parte sua il presidente della Provincia, Roberto Padrin, ha manifestato la sua disponibilità ad aprire un tavolo di concertazione con tutti i sindaci per affrontare il tema, ma la prospettiva non è stata molto apprezzata dai Comitati convinti che ora non sia più tempo di tavoli di riflessione, ma di agire uniti contro la possibile realizzazione del progetto che è stato approvato.

Ha preso la parola anche il sindaco di Belluno ricordando che proprio ieri, venerdì 23 febbraio, il Consiglio comunale del capoluogo si è pronunciato all’unanimità contro il progetto dell’elettrodotto, evidenziando in particolare un problema di natura paesaggistica (i nuovi piloni alti oltre 40 metri inciderebbero negativamente sulla visuale del patrimonio Unesco rappresentato dalle Dolomiti) e uno relativo alla sicurezza (a causa dei nuovi tralicci l’aeroporto di Belluno non potrebbe più essere usato in caso di necessità per qualche calamità naturale).

Sull’importanza dell’unione dei Comuni è tornato anche Edy Fontana, vicesindaco di Limana, dicendosi convinto che si tratta di un problema che riguarda tutti perché è difficile immaginare che il nuovo elettrodotto si fermerà a Belluno (riguardo alla necessità di un fronte unico dei Comuni, i Comitati hanno espresso la convinzione che anche quelli che oggi sono favorevoli al progetto Terna - come Soverzene e Ponte nelle Alpi - probabilmente cambierebbero idea dopo un’attenta considerazione della questione perché non si tratta di bloccare un’iniziativa, ma di volerla realizzata al meglio).


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