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Giovedì 9 agosto 2018

In Veneto 24 casi di tetano in 5 anni: importante vaccinarsi






L’Ulss Dolomiti accoglie e diffonde la raccomandazione della Regione che da parte sua ha trasmesso una circolare del ministero della Salute.

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La Regione Veneto ha trasmesso alle Ulss la recente circolare del ministero della Salute relativa a «Indicazioni in merito alla vaccinazione anti-tetanica», sottolineandone l’importanza per la protezione individuale, considerato il continuo verificarsi di casi in Veneto (24 nel quinquennio 2013/2017).

In sintesi, la Circolare fornisce, tra l’altro, alcune precisazioni a seguito delle segnalazioni di difficoltà a reperire sul territorio nazionale il vaccino anti-tetanico monovalente da parte di cittadini e operatori sanitari.

La vaccinazione anti-tetanica è necessaria per il completamento della profilassi a seguito di morsi e ferite lacere o punture, ustioni o ulcere profonde, ed è obbligatoria per alcune categorie di lavoratori. La Circolare raccomanda un’adeguata informazione ai medici di medicina generale, ai pediatri, ai Servizi vaccinali e ai Pronto soccorso in merito al fatto che il ciclo di base e gli eventuali richiami possono essere effettuati anche impiegando vaccini multi-componenti in cui, ad esempio, oltre alla componente anti-tetanica sia presente la componente anti-difterica e quella anti-pertussica.

Tali combinazioni sono preferibili al vaccino monocomponente anti-tetano in quanto il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017- 2019 raccomanda, nei soggetti adulti, il richiamo di una dose di vaccino ogni 10 anni al fine di garantire una protezione immunitaria anche nei confronti di difterite e pertosse. Pertanto, l’accesso da parte dell’utente per profilassi anti-tetanica, pre o post esposizione, dovrà essere considerato occasione opportuna per offrire o promuovere il vaccino combinato.

La Circolare ricorda inoltre che la vaccinazione, anche in caso di profilassi post-esposizione, è gratuita presso le strutture del Servizio Sanitario Nazionale ed è fortemente raccomandato registrare la somministrazione negli archivi vaccinali informatizzati delle Ulss e fornire un certificato vaccinale al cittadino, residente o meno nella Ulss dove è stata erogata la prestazione.


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