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Giovedì 22 novembre 2018 ‐ S. Cecilia

Maltempo a Belluno, quasi 6 milioni di danni






Si tratta però solo di una prima stima. La cifra, secondo il sindaco, raddoppierà. E soltanto per interventi "tampone".

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Quasi 6 milioni di euro. Una cifra già impressionante, ma che sarà destinata a salire in modo esponenziale. Lo ha evidenziato, non nascondendo una certa apprensione, il sindaco di Belluno Jacopo Massaro che oggi, giovedì 22 novembre, ha presentato insieme all’assessore Biagio Giannone una prima stima dei danni causati nel capoluogo dal violento episodio di maltempo di fine ottobre.


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«Abbiamo fatto una ricognizione e siamo arrivati a una stima indicativa e sommaria, realizzata in pochi giorni per chiedere l’attivazione del Fondo di Solidarietà Europea», precisa il primo cittadino. «Il Comune ha chiesto ai privati di quantificare i danni subiti, ma il poco tempo a disposizione non ha permesso di arrivare a una stima economica. A questo si aggiunge l’oggettiva difficoltà anche del pubblico: ogni giorno emerge qualche nuovo danno. I nostri uffici stanno continuamente aggiornando il bilancio su tutto il territorio comunale, dai guardrail alle strade, passando per le proprietà boschive».

Sui 6 milioni (nello specifico 5.751.604), 4.123.950 interessano il patrimonio pubblico comunale, 1.627.654 quello privato. Ma le cifre, come si anticipava, saliranno. E di molto. «Il conto verrà quantomeno raddoppiato», anticipa il sindaco. «C’è poi da sottolineare che le spese finora elencate sono relative solo a interventi per "rattoppare" e "tamponare" i problemi, non per risolverli. I danni reali ammonteranno a un quintuplo rispetto a quanto preventivato».

Il Comune, inoltre, non ha ancora in mano la stima dei danni di competenza Anas, Veneto Strade, Gsp, Provincia, Genio civile, patrimonio boschivo seguito dai Servizi Forestali della Regione. «Se pensassimo a una soluzione definitiva e non a un "tampone", si arriverebbe a centinaia di milioni», aggiunge Massaro, portando anche degli esempi concreti: per la sistemazione della copertura della Spes Arena (una parte è stata divelta dal vento) sono stati inseriti 17 mila euro; se si andasse a intervenire su tutto il tetto, la cifra si avvicinerebbe ai 400 mila euro.

A spiccare nell’elenco dei danni c’è il Parco fluviale di Lambioi: le conseguenze del maltempo ammontano a un milione e mezzo di euro. Ci sono poi 180 mila euro per 2,3 km di viabilità silvopastorale; 91 mila euro di danni alle reti elettriche; un milione e 200 mila alle attività agricole. Senza dimenticare gli effetti di pioggia e vento sulle scuole: la Romolo Dal Mas di Cavarzano, per esempio, è interessata da infiltrazioni d’acqua. «Le riparazioni hanno in costo di 15 mila euro», precisa Massaro. «In realtà, però, l’edificio avrebbe bisogno di lavori ben più corposi».
Questo primo bilancio, insieme a quello delle altre realtà venete e italiane colpite dal maltempo, servirà a chiedere l’attivazione del Fondo di Solidarietà Europeo, e per ottenerla servono segnalazioni per 3 miliardi e 400 mila euro. «Per quanto riguarda il piano degli interventi», dice ancora, «attendiamo nei prossimi giorni le comunicazioni ufficiali del presidente Luca Zaia, che nella sua veste di commissario potrà approvare».

L’assessore Giannone ha fatto presente che «440 km di strada sono tanti e sarà difficile muoversi in velocità nelle sistemazioni». «In generale, è assolutamente necessaria una cabina di regia», ha detto ancora il sindaco con Giannone. «Gli interventi dovranno essere coordinati tra tutti gli enti competenti».

C’è poi un altro aspetto: una volta tolte le piante abbattute dal vento, con le piogge e la neve si rimetteranno in moto le frane. E proprio in riferimento ai movimenti franosi, qual è la situazione di via Miari, chiusa al transito ormai da fine ottobre? «Si sta verificando la tenuta del sottostrada, per capire se il transito di mezzi può provocare crolli o erosioni», sottolinea Massaro. «Abbiamo già preventivato lavori per 220 mila euro. L’obiettivo è riaprire la strada il prima possibile, ma lo faremo soltanto quando saranno garantite tutte le condizioni di sicurezza e di tutela dell’incolumità pubblica».

Per quanto riguarda lo smaltimento di alberi e ramaglie, il Comune emetterà un’ordinanza con cui darà indicazioni precise ai privati. «Stiamo valutando diverse ipotesi e individueremo a breve uno spazio comunale abbastanza ampio e accessibile da mezzi pesanti», anticipano il sindaco e Giannone. «Ai privati daremo poi anche indicazioni non solo sullo smaltimento, ma pure sui trasporti del materiale. Dobbiamo trovare una soluzione per dare un aiuto ai cittadini».

Infine, in questi giorni è anche arrivata la risposta da parte della Regione Veneto alla richiesta di proroga del termine di presentazione delle domande per l’accesso al "Bando per la concessione di contributi per la riduzione dei consumi della fornitura di energia elettrica per finalità sociali", proroga richiesta lo scorso 13 novembre a seguito degli eventi metereologici. La richiesta è stata respinta «in quanto entro il termine perentorio di fine anno si dovrà procedere all’impegno contabile», si legge nella risposta. «Per noi è fondamentale non perdere fondi, sociali e non solo». commenta Massaro. «Attraverso Anci, chiederemo quindi uno sforzo aggiuntivo a Regione e Governo, per non costringere i comuni colpiti dall’alluvione a dover affrontare i costi del disastro e, allo stesso tempo, perdere le opportunità offerte da questi bandi perché gli uffici sono stati impegnati nelle attività di messa in sicurezza, pulizia e ricostruzione delle città».


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