Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha telefonato oggi, domenica 8 settembre, al sindaco di Auronzo di Cadore, Tatiana Pais Becher, per comunicarle di aver ricevuto la sua lettera in merito all’annunciata chiusura dell’Istituto Pio XII di Misurina, centro per la cura e la riabilitazione dell’asma infantile, e per confermare il suo personale interessamento e l’imminente incontro con la direzione dell’Opera Diocesana di Parma, che è proprietaria dell’Istituto.
Come già annunciato nei giorni scorsi, Zaia ha ribadito al primo cittadino che l’Istituto è una realtà gestita da un ente privato, non di competenza regionale, e che la Regione Veneto ha messo a disposizione un budget di 1.200.000 euro, del quale è stata erogata la cifra di 758.000 euro in base al numero dei pazienti veneti curati nel centro. Non si tratta quindi di un problema di mancanza di finanziamento regionale, ma piuttosto di un mancato interessamento dei pediatri che operano nei vari ospedali del Veneto, che non sembrano prediligere e indirizzare i bimbi affetti da asma a curarsi presso l’Istituto Pio XII.
Il sindaco, a nome di tutta l’amministrazione comunale, ha accolto con grande soddisfazione la telefonata del governatore Zaia, ringraziandolo per il sincero interessamento, per la disponibilità al dialogo e per aver preso a cuore la questione, nella consapevolezza che il centro per la cura dell’asma infantile rappresenta un patrimonio collettivo, un’eccellenza nazionale e internazionale. Da parte sua Pais Becher ha auspicato che dal tavolo di confronto con il direttore generale dell’Opera Diocesana di Parma si possa aprire uno spiraglio che eviti la chiusura dell’Istituto e ha colto l’occasione per lanciare un appello affinché anche i pediatri delle altre Regioni d’Italia indirizzino a Misurina i piccoli pazienti che soffrono d’asma, visto che questo sembra essere l’unico modo per mantenere in vita economicamente la struttura che si trova a 1.756 metri di altitudine.
Il sindaco ha anche smentito seccamente le reiterate illazioni circa l’esistenza di un progetto per riconvertire la struttura sanitaria in centro alberghiero in vista delle Olimpiadi. «Una trasformazione dell’edificio in hotel – ha sottolineato – dovrebbe per forza avere l’autorizzazione del comune di Auronzo e assicuro che nessuno ha mai contattato i nostri uffici comunali per prendere informazioni in merito alla possibilità di una riconversione alberghiera. In ogni caso il Piano di area di Auronzo e Misurina, redatto congiuntamente a suo tempo dal Comune e dalla Regione, allo stato attuale non lo permetterebbe».
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1 commento
Silvia Mantovaniho frque.t
Ho frequentato l’istituto nel lontano 1964 , avevo una salute cagionevole ma la mia permanenza che durò 9 mesi mi cambiò totalmente in meglio, ho dei ricordi bellissimi .all’epoca l’istituto era chiamato colonia.